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Nel 2012 boom dei siti aziendali per la salute e la sicurezza sul lavoro

+84%

Secondo i dati Accredia i sistemi di gestioni certificati a norma Ohsas sono saliti a 8.123 al 30 settembre 2012 rispetto ai 4.395 del 2011. Nel 2010 erano 2.363, nel 2009 1.421, 1.226 nel 2008, 749 nel 2007

18 Gennaio 2013

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Nel 2012 boom dei siti aziendali per la salute e la sicurezza sul lavoro
Secondo i dati Accredia i sistemi di gestioni certificati a norma Ohsas sono saliti a 8.123 al 30 settembre 2012 rispetto ai 4.395 del 2011. Nel 2010 erano 2.363, nel 2009 1.421, 1.226 nel 2008, 749 nel 2007

Roma, 18 gen. (Adnkronos/Labitalia) - Boom dei siti aziendali 'sicuri' nel 2012. Secondo i dati Accredia, infatti, i siti aziendali dotati di un sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro (Sgsl certificato a norma Ohsas 18001:2007) e certificati dai 23 organismi accreditati Accredia sono saliti a 8.123 al 30 settembre 2012 con una tendenza di +84% rispetto ai 4.395 del 2011. Nel 2010 erano 2.363, nel 2009 1.421, 1.226 nel 2008, 749 nel 2007.

La classifica delle regioni più 'virtuose', secondo gli ultimi dati Accredia, vede al primo posto la Lombardia (1.238 siti aziendali certificati), a seguire Veneto (848) ed Emilia Romagna (804), mentre nelle ultime tre posizioni ci sono rispettivamente Basilicata (84), Molise (62) e Valle d'Aosta (55).

Tra i settori che investono di più nei sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro, si registrano 1.170 siti aziendali di trasporti e logistica (14% del totale dei 39 settori di accreditamento), 1.104 imprese nelle costruzioni, installazioni di impianti e servizi (13%), 926 di produzione e distribuzione di energia elettrica (11%), 762 società di servizi professionali (9%). Servizi pubblici, metallurgia, intermediazione finanziaria, chimica e commercio coprono tra il 6% e il 3% delle certificazioni. Gli incrementi più rilevanti nel biennio 2011-2012 hanno riguardato istruzione e servizi pubblici (+150%), alberghi e commercio (+50%).

Riguardo ai risultati in termini di comportamenti e scenario, secondo l'Osservatorio Accredia-Censis su salute e sicurezza sul lavoro, realizzato lo scorso maggio su un campione di 1.000 imprese, emerge che comportamenti e manovre non corrette rappresentano un costante fattore di rischio sul posto di lavoro per quasi l'80% delle imprese, per il 60% vi sono pericoli legati all'esalazione di fumi e gas, per più dell'80% elementi di disturbo possono essere rumori e vibrazioni.

Cresce nello stesso tempo la tendenza a monitorare le potenziali cause di infortuni. L'80% delle aziende interpellate dichiara di effettuare un monitoraggio periodico per prevenire eventuali rischi elettrici, rischi da manipolazione di sostanze pericolose, rischi da carenza di sicurezza sulle apparecchiature e rischi strutturali. Dall'indagine Censis-Accredia emerge che lo strumento di gestione della sicurezza più utilizzato dalle imprese è l'addestramento e l'informazione dei lavoratori (34%), mentre circa il 20% si affida a un consulente esterno, il 19% ricorre a visite di routine del responsabile interno della sicurezza e il 18% apporta di volta in volta miglioramenti dove necessario.

Lo scenario però cambia considerevolmente, secondo l'osservatorio, se dalle enunciazioni di principio e dalle buone intenzioni si passa alla pratica e all'utilizzo di strumenti evoluti di gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro. Forte è l'impressione che presso molte imprese gli strumenti di prevenzione e di controllo dei rischi siano ancora piuttosto improvvisati e improntati alla minore spesa possibile.

Tra i fattori che limitano la diffusione di modelli di efficace gestione della sicurezza e prevenzione dei rischi c'è sicuramente la natura delle imprese italiane, per la maggior parte di piccole e piccolissime dimensioni. Il 70% delle aziende analizzate da Censis e Accredia considera i costi per la sicurezza non facilmente sostenibili, ancorché necessari, e più del 60% giudica le norme sulla sicurezza complicate da attuare, alla stregua di appesantimenti burocratici.

Le aziende dotate di un sistema di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro si dimostrano in grado di gestire in maniera efficace e vantaggiosa la salute e la sicurezza sul lavoro. Rappresentano ancora una minoranza del tessuto produttivo, ma il loro numero è cresciuto di quasi sette volte negli ultimi quattro anni. Nei dieci anni di applicazione della norma (la prima versione della Bs Ohsas è del 1999) l'incremento medio annuo è stato del 50%.

Su tali aspetti molto può essere fatto sia dalle istituzioni pubbliche, sia dagli stessi organismi di certificazione. "Siamo consapevoli che il Paese non può permettersi un calo di attenzione riguardo alla prevenzione contro i rischi da infortuni, né dal punto di vista etico né in termini economici -dichiara Federico Grazioli, presidente Accredia- e dobbiamo tutti impegnarci per individuare misure per la riduzione del fenomeno infortunistico che superino la logica dei controlli e delle sanzioni. Le certificazioni dei sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro rilasciate sotto accreditamento -sottolinea Grazioli- sono strumenti a disposizione delle imprese che si sono dimostrati efficaci e di cui Accredia è in grado di garantire la corretta applicazione, attraverso l'attività degli organismi accreditati, a partire dalla qualificazione degli ispettori, fino alla qualità delle verifiche da essi condotte. E' nostro obiettivo prioritario diffondere la cultura della sicurezza ed essere un punto di riferimento per le istituzioni, gli organismi accreditati, le imprese e i lavoratori".

Secondo Accredia, "dal punto di vista di molte imprese, soprattutto medio-piccole, certificare il sistema di gestione a norma Ohsas è sicuramente impegnativo, ma i fatti dimostrano che è un processo premiante, tale da produrre vantaggi già nel breve periodo: riduzione dei costi della 'non sicurezza' legati a incidenti e infortuni, esonero dalle responsabilità amministrative di cui al decreto legislativo 231/2001 in virtù del decreto legislativo 81/2008, strumenti di semplificazione Inail come gli sconti sui premi assicurativi dal 7% al 30% in funzione del numero di lavoratori e il sostegno economico alle aziende che vogliono certificarsi presso un organismo accreditato da Accredia".

Per Accredia, "il Sgsl costituisce anche un investimento con ritorni misurabili nel medio-lungo periodo: capitalizzazione di competenze e di cultura delle risorse umane con l'attivazione di comportamenti proattivi, miglioramento della cultura gestionale e delle prestazioni in termini di produttività, flessibilità e capacità di innovazione e di risposta alle sfide del mercato. L'efficacia dei Sgsl per diminuzione del fenomeno infortunistico e tecnopatico è stata rilevata anche dall'Inail. Le imprese certificate con il sistema di gestione Ohsas 18001 presentano indici di infortunio decisamente più bassi di quelle non certificate, in media del 27% in meno per la frequenza e del 35% in meno per la gravità".

"Nei diversi settori -continua la nota di Accredia- sono stati registrati valori in calo nel triennio 2007-2009 tra il 6% (metallurgia) e il 64% (tessile) per la frequenza degli incidenti, e tra il 18% (metallurgia) e il 73% (legno) per la gravità. Riduzioni significative hanno riguardato l'industria mineraria (-43% e -51% rispettivamente), le costruzioni (-33% e -42% rispettivamente) e la chimica (-26% e -45% rispettivamente). Attraverso opportune strategie e incentivi mirati, potranno affermarsi migliori modelli di gestione e controllo dei rischi in una platea più ampia di imprese rispetto a quella attuale".

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