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Imprese ed economia solidale per le donne di Africa, Asia e Sudamerica

A legarle insieme è l'esperienza del Commercio Equo e Solidale

8 Marzo 2013

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Imprese ed economia solidale per le donne di Africa, Asia e Sudamerica
A legarle insieme è l'esperienza del Commercio Equo e Solidale

Roma, 8 mar. - (Adnkronos) - Africa, Asia e Sudamerica, un mondo "al femminile" fatto di storie ed esperienze di integrazione, imprenditorialità e solidarietà all'insegna dello sviluppo sostenibile, sociale ed economico. A legarle insieme è l'esperienza del Commercio Equo e Solidale, approccio alternativo al commercio convenzionale fondato sulla relazione paritaria fra tutti i soggetti coinvolti nella catena di commercializzazione, dai produttori ai consumatori. Secondo la Fair Trade Federation le donne sono infatti fra il 70 e l'80% dei lavoratori artigianali ed il commercio equo e solidale le sostiene nel percorso di emancipazione, valorizzandone il potenziale imprenditoriale e l'esperienza nelle tecniche tradizionali.

La Bottega Solidale di Genova ha raccolto alcune di queste storie, a partire da due esperienze di agricoltura equo solidale portate avanti dalle donne di Taliouine, in Marocco, e di Meru Herbs in Kenya. Taliouine è una piccola cooperativa situata in un'area povera e isolata ma, grazie al sostegno di alcune Ong, è riuscita a implementare la produzione dell'oro rosso del Marocco, lo zafferano, superando i confini del souk, il mercato locale, per arrivare sui mercati esteri.

Camomilla, carcadè e confetture di frutta esotica sono invece alcuni dei prodotti alimentari confezionati dalle donne di Meru Herbs, un'organizzazione nata attorno ad un progetto idrico che ha portato acqua e lavoro a oltre 4.000 persone del Kenya centrale e che ha permesso alla comunità di superare l'agricoltura di sussistenza. Sete, sari, ricami, saponi sono i prodotti delle donne del progetto Sasha, in India, e di Aowa (Association of Women's Action for Training and Rehabilitation) in Palestina.

Sasha è un'organizzazione che coinvolge 5.000 artigiane nella regione del West Bengala in India, fondata nel 1978, produce ed esporta prodotti tessili e spezie. Aowa nasce nel 1994 da un gruppo di attiviste palestinesi. Oggi le socie sono 1.400 e dal 2000 realizzano e commercializzano una serie di prodotti tra cui il timo, il miele, i tessuti ricamati a mano e il sapone a base di olio di oliva.

Poi ci sono le ceramiche e i filati nella produzione delle artigiane di Allpa, in Perù, e di AJ Quen in Guatemala, progetti nati per contrastare il lavoro minorile, la discriminazione di genere e garantire condizioni di lavoro dignitose. Il progetto Allpa oggi coinvolge più di 500 donne, oltre 1.000 famiglie e si sviluppa in 100 laboratori artigianali dislocati su tutto il Paese. AJ Quen riunisce invece gruppi di artigiane Maya, soprattutto vedove e ragazze madri, vittime delle violenze perpetrate in 35 anni di guerra civile. I prodotti sono realizzati a mano sui telai a cintura in uso fin dall'epoca precolombiana e riprendono i motivi dei capi indossati dalle donne dei villaggi guatemaltechi.

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