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L'intervista

Nancy Brilli a Libero: "Ai produttori si può dire no. Io l'ho fatto"

21 Marzo 2018

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Nancy Brilli a Libero: "Ai produttori si può dire no. Io l'ho fatto"

Incontro Nancy Brilli in un grande albergo di Montecarlo, dove l' attrice è stata invitata come giurata per la selezione dei film del Festival de la Comédie ideato e creato da Ezio Greggio. Elegante nel suo abito colore acquamarina, Nancy conserva quell' appeal su cui solo poche altre donne possono contare. È anche divertente, coraggiosa e capace di raccontarti molte verità, che le femme fatale, meno indipendenti di lei, non farebbero mai.
Una storia di formazione e di crescita personale che fanno di lei una donna capace di vincere da sola le sue battaglie.

Che ne dice, partiamo dal suo lavoro di attrice e produttrice?
«Così le racconto un bel progetto teatrale! Quando ho recitato in commedie di vario tipo, il pubblico mi ha sempre risposto con un sold out. Ma al contrario di altri, non mi sono mai montata la testa. Intanto sarò la produttrice di Prego, un monologo dell' attrice e autrice Giovanna Mori. Una storia interessante che porteremo nelle scuole e nelle carceri».

Ne farà anche un film?
«L' intento è quello. Bisogna mettere in scena storie su cui possono confrontarsi anche i giovani».

So che le offerte non le mancano...
«C' è la proposta della conduzione di un programma in tv, ma non ho ancora deciso.
Ogni anno mi propongono di partecipare ai reality, ma chi mi conosce sa che non sono competitiva».

Il cinema?
«Ho tante proposte da registi di opere prime, come Andrea Magnani. Tra i giovani ci sono autori molto bravi, intelligenti e con idee all' avanguardia che mi interessano molto. Il cinema, rimane sempre una mia grande passione».

A proposito di cinema, questa sera c' è la premiazione dei David di Donatello. Tra i film in gara, su quale punta?
«Sul film dei fratelli Manetti Ammore e malavita, lo trovo divertente ed originale».

È difficile che un regista in Italia giri un film dove una donna è protagonista. Ma voi attrici, non fate niente?
«Una volta ne parlai con Aurelio De Laurentiis, e lui mi rispose: "Scrivere al femminile?
Il nostro è un lavoro maschilista. Mettiti in testa che tu sei una regina della commedia, ma senza regno. Nella commedia i ruoli principali sono degli uomini"».

Salviamo almeno qualche regista.
«Paolo Virzì è uno che scrive bei ruoli per le donne. Ha capito che possiamo usare volti diversi, passionali, intriganti o divertenti in qualunque storia».

Quante volte ha detto "no" ad un uomo? E quanto le è costato?
«Mi è costato molto. Significa dire di no a tutto un sistema.
Se un produttore ti dice: questa è casa mia, e che se non fai come ti dico non ti faccio più entrare, hai già perso!».

È anche colpa delle donne che ci stanno.
«Se hanno delle capacità devono essere più consapevoli.
Regola uno: perché farti schiavizzare? Ma il vero problema è che sin da piccole, molte mamme credendo di fare del bene, insegnano alle figlie che è con l' uomo che devono sistemarsi».

Regola numero due?
«Se diventiamo indipendenti e crediamo in quello che facciamo, ci sistemiamo da sole».

La bellezza per lei è stato più un problema o un vantaggio?
«Nessun vantaggio. È una parte di me, ma non l' ho usata mai per una "avventura" professionale. Mi piace essere sempre curata e ben vestita, mi considero una donna intelligente».

di Annamaria Piacentini

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Commenti all'articolo

  • pttfabrizio@gmail.com

    pttfabrizio

    22 Marzo 2018 - 07:07

    una bella lo può fare, dire NO, una brutta NO, non lo può fare, la presunta carriera per la brutta è finita qui con il suo no, e se mentre per la bella che dice no si aprono porte alternative, per le brutte l'alternativa è consolidata con il solito porco, per le belle non c'è l'alternativa ma l'agguato degli uccelli di Hitchcock.

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