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Gay, l'avvocato cattolico contro Mara Venier: "Mi avete censurato"

Mara Venier

Invitato alla trasmissione Domenica In, salta l'incontro per un cambio di scaletta last-minute. Ma per la conduttrice non c'è nessun complotto

Francesca Canelli
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"L'omosessualità è una malattia", aveva detto poco più di due mesi fa durante la trasmissione Rai Uno Mattina, scatenando l'ira dell'ordine degli psicologi. E domenica scorsa, 3 novembre, Giancarlo Cerrelli (vicepresidente Unione Giuristi Cattolici Italiani) innesca una nuova polemica. Stavolta a finire in mezzo è Mara Venier con il suo storico programma Domenica In.  Ma andiamo con ordine. Nella scaletta della puntata il tema centrale è l'omosessualità e come ospite lui, Cerrelli, convinto che essere gay sia un disagio mentale da curare. Mara Venier lo vorrebbe in studio come controparte, nonostante le sue idee un po' estremiste, anzi "proprio per questo - aveva commentato la conduttrice - Non conosco questo signore, ma ho sentito cosa pensa dell'omosessualità e così ero proprio curiosa di sentire le sue teorie". E allora cosa è andato storto? Secondo la Venier, il cambio di scaletta è stato solo una questione di scelte dell'ultimo minuto: "Abbiamo cambiato la scaletta. Il talk show lo abbiamo dedicato alle baby prostitute e sul tema dell'omosessualità ho preferito sentire due storie diverse, ma commoventi. Un ragazzo che da vent'anni non vede più la sua famiglia che non ha accettato la sua omosessualità e una madre che al contrario ha accolto con amore il compagno del figlio". Quindi, non si tratterebbe di censura. "Ma quale censura! - sbotta la Venier - Questo signore evidentemente ha bisogno di visibilità. Se ci sarà occasione lo inviterò".  Di altro avviso è l'avvocato Cerrelli. Convinto che "qualcuno dall'alto, sopra la Venier" abbia deciso di censurarlo, come confessa al Corriere della Sera. "Sapevano che avrei parlato di ciò che sta dietro questa esplosione dell'omosessualità - commenta stizzito - Ovvero l'ideologia del gender che ha come fine quello di voler indifferenziare i sessi. Vogliono fare passare il concetto che la nsessualità non è biologica, ma culturale. E per fare questo bisogna passare dall'omosessualizzazione della società". Una teoria che va contro la nuova legge contro l'omofobia. "Non abbiamo bisogno di una legge anti-omofobia - dice Cerrelli - perché ci sono già le leggi che tutelano le persone, compresi i gay. E poi è solo il primo step per arrivare ai matrimoni gay e alla possibilità di adottare da parte delle coppie gay". Una battaglia, quella dell'avvocato, che ha trovato seguito in molte Associazioni Cattoliche e che ha provocato un'interrogazione parlamentare da parte del deputato Pdl Pagano, perché la Rai "non garantisce servizio pubblico".

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