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Fabio Fazio cancellato da Raiuno? Lega e Fratelli d'Italia lo umiliano due volte: "Fatti pagare da Macron"

15 Aprile 2019

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Fratelli d' Italia e Lega a Fazio: "Macron ti paghi il cachet"

I due sfidanti sono sempre gli stessi, ma ora la saga si arricchisce di altri due protagonisti, a sostegno dell' uno e dell' altro sfidante. I rivali si chiamano Fabio Fazio e Matteo Salvini, che ormai da tempo bisticciano sulla questione del compenso eccessivo del primo: 2 milioni e 240mila euro all' anno, che in quattro anni fanno la bellezza di quasi 9 milioni. Ieri il ministro dell' Interno, che nel salotto di Fazio si è sempre rifiutato di andare, ha spiegato le ragioni per le quali preferisce declinare l' invito: «Penso che per coerenza e rispetto agli italiani io da Fazio non ci andrò a meno che non si dimezzi lo stipendio», troppo alto a suo giudizio, «soprattutto in un momento economico di difficoltà» per i nostri concittadini.

Il discorso economico è indubbiamente un punto, ma insieme a quello pesa il taglio "politico" di Che tempo che fa che ultimamente, più che fare servizio pubblico per gli italiani, sembra servire gli interessi degli altri Paesi, in particolare di quelli a noi rivali. Basti vedere le recenti interviste "inginocchiate" del conduttore al presidente francese Macron e a quello della Commissione europea Jean-Claude Juncker, animate da un filo-europeismo cieco che in realtà fa solo il male della nostra Penisola; e a cui almeno al momento non hanno fatto da contraltare interviste a leader di Paesi europei, dalla Le Pen a Orbán, interpreti di una visione speculare dell' Europa. E allora, se la rappresentazione della realtà è così parziale, perché tutti i cittadini italiani dovrebbero sentirsi rappresentati da Fazio e sganciargli di tasca loro col canone uno stipendio così consistente?

Interviste in ginocchio - L' aspetto politico interessante è che ora, alla crociata salviniana anti-Fazio, si è aggiunta una battaglia analoga da parte dell' altra leader sovranista italiana, Giorgia Meloni che ieri, in occasione della Conferenza programmatica di Fratelli d' Italia, ha trovato il modo per risolvere l' annosa questione "paga di Fazio": «Si faccia pagare il suo stipendio da Macron», ha detto. Il conduttore di Che tempo che fa omaggia e riverisce le Président francese, lo considera modello politico emulabile, finge di non vedere i tanti sgarri che quello compie nei confronti dell' Italia, dai migranti alla questione libica fino alla mancata restituzione dei terroristi latitanti? Ebbene, allora non solo si faccia mettere a libro paga da Macron, modificando il suo cognome in Faziò, ma vada direttamente a condurre il suo programma in Francia, a capire Que temps que fait Oltralpe.

Per approfondire leggi anche: La bomba su Fazio: fuori dalla Rai


Non è un caso d' altronde che Salvini e Meloni convergano contemporaneamente sullo stesso tema: dopo le scaramucce dei mesi e giorni scorsi legati alla diversa collocazione politica (lui al governo, lei all' opposizione), i due leader si ritrovano su uno stesso fronte a combattere una stessa battaglia, quasi prefigurando all' alba del voto quello che potrebbe essere uno scenario politico dopo le Europee: un' alleanza sovranista, di destra, tra i nipotini del Movimento sociale e gli esponenti 2.0 del Carroccio, accomunati sia dal motto del «Prima gli italiani» che da quello del «Meno soldi a Fazio».

La difesa di Di Maio - Questa sfida diventa ancora più interessante, se è vero che a difesa di Fazio si è ora schierato un insospettabile, ossia il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio il quale, dopo peste e corna dette in passato sul conduttore, si è improvvisamente convertito sulla strada di via Mecenate (dove ci sono gli studi di Che tempo che fa), annunciando pubblicamente: «Se qualcuno pensa che si cambi cacciando qualche conduttore, si sbaglia. Di che rivoluzione culturale staremmo parlando? Noi non stiamo lavorando per questo».

Evidentemente sono frasi con cui Di Maio non solo vuole fare il controcanto a Salvini, in pieno clima da campagna elettorale (ormai dice a prescindere l' esatto opposto del leader della Lega, solo per sperare di fregargli qualche voto), ma vuole anche sdebitarsi nei confronti del conduttore, che lo ha ospitato l' altra domenica e che si appresta di nuovo a ospitarlo il 19 maggio, ossia la domenica precedente il voto alle Europee. Una vetrina di lusso, dato che sarebbe lui a chiudere la carrellata di leader politici da Fazio, e anche una deviazione dalle regole, dal momento che Di Maio c' è già stato in quel salotto il 7 aprile, quando era in vigore la par condicio, e sarebbe l' unico capo politico ad andarci due volte.
Ma, pur di restare l' uno in sella a Che tempo che fa e l' altro alla guida del partito, si è disposti anche a chiudere un occhio.


di Gianluca Veneziani

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Commenti all'articolo

  • Anna 17'

    16 Aprile 2019 - 09:32

    Anche questo parafulmine propagandista dei sinistri, non si rende conto d'essere uno dei più grandi sponsor di Salvini. Giustamente lasciato starnazzare perché è grazie a deficienti simili che la Lega e Salvini riescono ad avere oltre il 30% di consensi.

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