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La mossa a tenaglia

Che tempo che fa, Fabio Fazio e il piano dentro la Rai per spostarlo: occhio alla clausola nel contratto

16 Aprile 2019

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Che tempo che fa, Fabio Fazio e il piano dentro la Rai per spostarlo: occhio alla clausola nel contratto

Per i palinsesti dei tre canali generalisti della Rai, quelli con le caselle bianche riempite con i nomi scritti in nero e gli orari in rosso, c' è tempo. Per le ipotesi di lavoro no. Per quelle il cantiere è sempre aperto. Soprattutto se di mezzo ci sono i nomi pesanti della tv pubblica. E quello di Fabio Fazio, al momento, è il nome all' ordine del giorno. «Pesante» il nome e «pesante» il contratto, a fronte di ascolti troppo leggeri, decisamente fuori linea rispetto agli standard della rete ammiraglia di Viale Mazzini.

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Ed è proprio questo particolare ad alimentare il gossip (ma per molti è più di una semplice voce di corridoio) che darebbe «Che tempo che fa», il programma di Rai Uno del fine settimana condotto da Fazio, fuori dal primo canale nella prossima stagione. Ieri, secondo quanto risulta a Libero, c' è stato un vertice informale al settimo piano di viale Mazzini, sede del vertice aziendale della tv pubblica.

Sul tavolo del presidente, Marcello Foa, e dell' amministratore delegato, Fabrizio Salini, i «numeri» del programma di Fazio, battuto dalla fiction con Sabrina Ferilli. Nella gara degli ascolti, domenica sera, il conduttore della Rai ha fatto registrare il 14,5% di share mentre, su Canale, 5 l' ultima puntata de «L' Amore Strappato» ha fatto registrare il 19,3% di share, stravincendo la serata e chiudendo in crescita. E non è la prima volta che accade. Da quando il programma di Fazio è approdato su Rai Uno gli ascolti sono sempre stati sotto la media della rete.

LA CLAUSOLA NEL CONTRATTO
Sulla scorta di questi elementi il vertice aziendale della Rai sarebbe determinato a far valere quella parte del contratto in cui si parla di «ascolti» e di «target». Entrambi al di sotto delle aspettative. «Da quando la prima serata di Rai Uno del fine settimana è nelle mani di Fazio», spiega a Libero il consigliere di amministrazione della Rai, Giampaolo Rossi, «la rete ha perso il vantaggio sulla concorrenza. Io non faccio questioni personali, ma di metodo. Una fiction è ripetibile e rende molto di più di un programma come quello di Fazio, che una volta andato in onda finisce lì. I casi "Montalbano" e il "Nome della rosa" ne sono la prova più evidente». Dunque la Rai intende aggredire il caso Fazio partendo dalla clausola degli ascolti, inserita nel contratto. Il crollo del 6% nei confronti della concorrenza non è cosa da poco. Nel chiacchiericcio televisivo si parla di un possibile trasloco del conduttore su Rai Due più che su Rai Tre.

Carlo Freccero, avendo un budget in grado di reggere il colpo, lo ha detto chiaramente. Per lui Fazio sarebbe un grande acquisto. Pure Stefano Coletta, timoniere del terzo canale, la pensa allo stesso modo, ma le sue disponibilità finanziare non sono in grado di reggere il budget milionario di Fabio. E questo bel quadretto apre la strada ad una terza via: Fazio fuori dalla Rai. Il conduttore, dicono addetti ai lavori e managaer vari, difficilmente accetterà un «declassamento» del genere e la trattativa con Discovery, stavolta, potrebbe andare davvero in porto. Il gruppo televisivo (nel suo portfolio ci sono 12 canali distribuiti su diverse piattaforme: Sky, Digitale Terrestre free e TivùSat) dispone di capitali da investire per far crescere gli ascolti e Fazio potrebbe essere l' uomo giusto al momento giusto. Un po' come lo è stato Maurizio Crozza per Nove tv.

IL CASO GILETTI
Sullo sfondo di tutto questo s' innesta il caso Massimo Giletti. Il conduttore di «Non è l' Arena», il programma della domenica de La7, ha ottenuto risultati straordinari sulla rete di Urbano Cairo, tanto che il patron è disposto a tutto pur di trattenere l' ancorman. Giletti, però, ha una sorta di conto aperto con la Rai, dalla quale è stato cacciato in malo modo per ragioni squisitamente politiche. Ma il suo ritorno a Viale Mazzini sarebbe strettamente legato al futuro di Fazio. Se Fazio lascia Massimo entra di rincorsa, come la contrada fuori dai canapi al Palio di Siena.

Tanto per comprendere meglio il «caso Fazio» giova ricordare che Fabio costa alla Rai oltre 18 milioni di euro all' anno. Tanto costo per pochi ascolti. Giletti, su La7, costa pochissimo e rende tantissimo. E poi uno si chiede perché Salvini e la Meloni chiedono al conduttore di Rai Uno di tagliarsi il compenso: 2.240.000 milioni di euro all' anno (al lordo delle imposte) stabiliti dal contratto numero 19.630 stipulato il 28 luglio 2017. Viva la Rai...

di Enrico Paoli

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