Giallo

Marco Carta, lo sconcertante documento del giudice: "Non avete visto niente", tragico errore degli agenti?

Giulio Bucchi

L'arresto di Marco Carta "non può ritenersi legittimo". Il giudice delle direttissime Stefano Caramellino ha motivato così la decisione di liberare il cantante sardo accusato insieme a una complice di furto aggravato di sei magliette del valore di 1.200 euro alla Rinascente di Milano, non convalidando gli arresti domiciliari per il 34enne ex vincitore di Amici e del Festival di Sanremo. Leggi anche: "Scommettiamo che...". Marco Carta e il furto, il collega vip furioso: il messaggio "che faranno sparire" "Vi è - scrive il giudice - carenza di gravità indiziaria a carico dell'imputato, che va liberato. Egli non deteneva all'uscita dall'esercizio commerciale la borsa contenente i vestiti sottratti". Per il giudice "la versione degli imputati non è allo stato scalfita da alcun elemento probatorio contrario. Gli operanti che hanno provveduto all'arresto non hanno visto alcunché dell'azione asseritamente furtiva". Il giudice aveva invece convalidato l'arresto della polizia locale nei confronti di Fabiana Muscas, la 53enne, trovata in possesso dei capi rubati e di un cacciavite.