Addio

Raffaella Carrà, Fabio Fazio distrutto dal dolore: "Ciò che non scorderò mai", due tremendi lutti in pochi giorni

In pochi giorni, Fabio Fazio ha perso due modelli e amici. Sabato la tragica scomparsa di Paolo Beldì, storico regista del rivoluzionario Quelli che il calcio anni 90. Poi, lunedì, la morte che ha choccato l'Italia, colta di sorpresa dalla malattia tenuta segreta che ha stroncato Raffaella Carrà a 78 anni. 

 

 

 



La Raffa nazionale, ricorda il conduttore savonese su la Stampa, "era il sabato sera. Era la serata più importante della settimana: l'evento. Non si poteva perdere nemmeno un secondo a cominciare dalla sigla". Fazio era ragazzino, negli anni Settanta, e guardava in tv sul Programma nazionale (oggi Rai1) cult come Canzonissima e Milleluci. "Era elegante quella televisione che costruiva l'estetica di un Paese ingenuo ma pieno di dignità", ricorda Fazio, secondo cui Raffaella "era la sintesi di tutto ciò. La sua intelligenza e il suo anticonformismo preparavano il futuro". Una celebrazione di diritti e libertà mascherata da varietà. 

 

 

 



Ma c'era anche la Carrà privata, "una donna semplice, allegra e felice. Solare". Forse non tutti ricordano che Fazio ha debuttato in tv proprio grazie a lei, il 10 ottobre del 1983. Altro cult: Pronto Raffaella. "Non potrò mai dimenticare la prima volta che l'ho vista. Era come vedere la televisione tutta in una volta. Una apparizione". Poi, gli anni successivi, è nata una amicizia: "In ogni telefonata tanto affetto e parole gentili per mia moglie e i miei figli. E sempre a ricordarmi le cose che contano per davvero". "Raffaella è un pezzo della vita di tutti noi e per me l'inizio di tutto".