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Sanremo 2022, Drusilla Foer "non è un bel segnale". Voce fuori dal coro: bomba sul Festival

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La presenza a Sanremo di Drusilla è stata una delle novità più apprezzate del Festival. I complimenti arrivano anche dalla scrittrice e traduttrice Elena Loewenthal, sulle colonne della Stampa. "Drusilla standing ovation. Più Drusilla per tutti. Lei/lui il Festival di Sanremo l'ha già vinto a mani basse con un'unanimità di consensi quasi senza precedenti. Finalmente una donna (si fa per dire) con le palle, capace di rubare la scena, rispondere a tono, farsi valere. L'hashtag più pop del web. Drusilla è una felice eccezione in un festival tanto nazional-popolare quanto divisivo", scrive la Loewenthal.

 

 

"Drusilla Foer è strepitosa da ben prima del Festival. Divertente, arguta, intelligente. Imperdibile. Ma è un uomo, non una donna. Non ha bisogno dell'articolo determinativo prima del nome, come la Muti che l'ha preceduta sul palco. Drusilla è elegante, ha classe, è bella e dice parole importanti, tutte al posto giusto nella frase. Ci ha insegnato che ognuno di noi è unico, che bisogna avere rispetto degli altri e dignità di se stessi. Questo è il messaggio. Ma ce n'è un altro, assai meno incoraggiante: e cioè che gli uomini fanno le donne meglio delle donne. Che la donna più brava, elegante e intelligente è un uomo. Le altre donne che si sono avvicendate, sono impostate, comprimarie, fragili, accessorie", rivela la scrittrice centrando il vulnus del suo pensiero che sembra ribadire che c'è ancora molto da fare per la condizione femminile nel costume italiano.

 

 

"Adoro Drusilla da ben prima che calasse giù dalla scalinata di Sanremo. Ma il punto è che Drusilla è, nell'universo Sanremo, l'unica donna che riesce a tener testa a un uomo. Ed è un uomo. Tutti ne dicono un gran bene. È piaciuta anche a me, ma non perché è o fa una donna. Perché è un bravo attore. Non perché si sia dimostrata la donna più tosta di tutto il festival. Ostinarsi a definirlo una donna implica una conseguenza fastidiosa, insopportabile, profondamente maschilista. Se questo è il Paese dove l'unica a fare una bella figura a Sanremo - nei panni di valletta, il che meriterebbe un discorso a parte - è un uomo travestito da donna, significa che siamo ancora messi piuttosto male. Donne e uomini.", la chiusura tagliente della Loewnthal.

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