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Woody Allen fa 90 tra scandali e capolavori

di Giorgio Carbone sabato 29 novembre 2025

3' di lettura

Domani Woody Allen compie 90 anni. In buona salute e in piena attività. Prima di Natale ha programmato il primo ciak del suo film numero 58, Wasp, con Javier Bardem e Penelope Cruz. E prima del Natale 2026 c’è da scommettere che avrà varato il cinquantanovesimo. Una vita piena (di film, di scandali, di donne e di non molti flop). 

DONNE. Tante, la sua ossessione. La prima frase del suo primo film (Ciao pussycat) fa così: «Potresti innamorarti di un uomo basso?». Lui, nella vita, la frase l’ha ripetuta ossessivamente. Tra quelle che gli han detto di sì, le tre mogli L’attuale Soon Yi, la prima Susan Rosen, la seconda l’attrice Louise Lasser che con lui girò Il dittatore dello stato libero di Bananas. Eppoi la musa principale, Diane Keaton, che lo trainò nel suo primo grande successo Io e Annie e fu la sua attrice feticcio negli anni migliori: Manhattan, Interiors, Amore e guerra, Misterioso omicidio a Manhattan. E naturalmente Mia Farrow, sua compagna per 13 anni e sua nemesi per circa 26. Da quando lo denunciò per essersi portato a letto la figlia adottiva (poi sposata, cioè Soon Yi). All’ulteriore denuncia, quella per molestie a Dylan Farrow. «Lei è un grande regista, ma un essere ignobile», lo investì il giudice incaricato della causa. «Sì, sarò ignobile, ma non sono un pedofilo». Il giudice gli diede ragione sul secondo punto. 

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I FILM. In un corpus di 58 è difficile non trovare i fallimenti. Tra i grandi esiti, Io e Annie (quattro Oscar, e ancor oggi le più belle battute del repertorio alleniano; Manhattan che contiene la summa della sua tematica (il cinema, la vita, l’amore, l’impossibilità di stare senza una donna). È passata alla storia la frase: «Sono divorziato ,mia moglie mi ha lasciato per un’altra donna». E poi Crimini e misfatti, Radio days, Hannah e le sue sorelle, Zelig, strepitosa satira sul conformismo, Match Point, Midnight in Paris, Blue Jasmine (che però era soprattutto abitato da Cate Blanchett). I peggiori. Inevitabili in un’attività vorticosa dal ritmo di un film l’anno. Woody ne ha sballati parecchi, ma sempre per eccesso di ambizione. I critici americani che non l’hanno mai amato, sostengono che ogni volta abbia voluto compiacere il suo pubblico europeo. Tra i brutti: Broadway Danny Rose, dove non faceva mistero dell’avversione per gli attori italo americani che a suo dire avevano spodestato nel favore degli spettatori i comici di matrice ebraica. Stardust memories dove aveva voluto rincorrere il suo idolo Federico Fellini facendosi il suo Amarcord sulle rive del fiume Hudson. Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere che non manteneva le promesse del titolo. Alice che scontava la troppa compiacenza verso un’attrice in fondo mediocre come la Farrow. To Rome with love che passerà alla storia come il peggiore dei film girati nell’ultimo decennio da un Woody “ turistico”.

I SUOI IDOLI. Innamorato nel cinema europeo, Woody ha omaggiato a più riprese Fellini (Stardust memories), Ingmar Bergman (Interiors, Settembre) Hitchcock (Una seconda chance). Per non parlare dei ricorsi letterari: Amore e guerra, parodia di Guerra e pace di Tolstoi e Hannah e le sorelle che arriva direttamente da Chekov.

POLITICA. Pur venendo da una tradizione (il cabaret) che ha espresso molti comici politicamente impegnati, Woody s’è sempre mostrato indifferente alla cosa pubblica. «L’unico mio contatto con la politica è stato essermi fatto un’attivista della campagna elettorale di Nixon. Era curioso notare che facevo alla ragazza la stessa cosa che Nixon si apprestava a fare agli Stati Uniti» (Io e Annie).
DIO. Primo a poi dovrà presentarsi al suo cospetto. Come farà Allen a giustificare lo sberleffo finale di Amore e guerra?

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