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L'universo di Dalla diventa un'opera lirica

Nasce “L’anno che verrà”, uno spettacolo in cui le canzoni del cantautore bolognese saranno portate in scena
di Daniele Priori martedì 9 giugno 2026

3' di lettura

Da canzone d’autore a opera lirica. È la scommessa, ambiziosa e per certi versi rivoluzionaria, de L’Anno che verrà, il nuovo progetto dedicato a Lucio Dalla che dal dicembre 2026 all’ottobre 2027 attraverserà tutti i principali teatri lirici dell’Emilia-Romagna, copro-duttori dell’iniziativa, con protagonista Pierdavide Carone, uno degli artisti che più da vicino ha raccolto l’eredità umana e musicale del cantautore bolognese.

Non un semplice omaggio, non il solito concerto celebrativo e neppure un musical biografico. L’idea, firmata dal direttore artistico Marcello Corvino e affidata alla regia di Manuel Renga, è molto più audace: trasformare l’universo musicale di Dalla in una vera opera pop, dove orchestra sinfonica, coro, danza e teatro dialogano con canzoni che fanno ormai parte del patrimonio culturale italiano. Una scelta che rompe i confini tradizionali tra musica colta e musica popolare. «Riteniamo naturale che la programmazione di teatri di tradizione dia spazio alle composizioni della nuova musica classica, degli artisti che dal dopoguerra a oggi hanno scritto canzoni diventate parte essenziale del nostro paesaggio musicale», ha spiegato Corvino ieri a Milano nell’evento di presentazione alla stampa.

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COME PUCCINI
In altre parole, se Verdi e Puccini abitano da sempre questi palcoscenici, perché non dovrebbe farlo anche Dalla? A fare da confine storico naturale le due grandi guerre che nel secondo Novecento hanno consegnato il mondo, l’Italia e la sua discografia dai maestri d’opera a quelli che sarebbero diventati i grandi cantautori: Paoli, De André, Tenco e certamente anche Lucio Dalla. A sostenere questa visione è anche Pierdavide Carone, legato a Lucio da un rapporto artistico e personale nato poco prima della scomparsa del maestro. «Sarebbe assurdo immaginare un futuro in cui i ragazzi non conoscano Lucio Dalla», ha detto l’artista romano che per ultimo, nel 2012, ha condiviso il palco sanremese con Dalla cantando Nanì. «Magari dico una bestialità- ha aggiunto Carone- ma ascoltare Dalla a teatro equivale ad ascoltare Beethoven». Lo spettacolo non racconta la biografia dell’autore di Caruso. La trama è originale. Tutto si svolge in un grande hotel su un mare quasi senza orizzonte alla vigilia di Capodanno. «Dalla diventa per noi il custode dei sogni, colui che sa leggere paure, desideri e delusioni dell’uomo e trasformarle in situazioni musicali popolari, dirette, emozionanti», ha spiegato il regista Manuel Renga. Fondamentale sarà il lavoro sugli arrangiamenti firmati dal maestro Roberto Molinelli, chiamato a un compito delicato: trasportare nel linguaggio orchestrale brani amatissimi senza snaturarne l’identità.

«Ho cercato un Dalla riconoscibile e, nello stesso tempo, sorprendente», ha detto. «Non una celebrazione nostalgica, ma un viaggio di reinvenzione. Un modo per far sì che queste canzoni, così radicate nella nostra memoria, possano aprirsi ancora a una vita nuova». Sul palco ci saranno Carone, l’Orchestra Città di Ferrara, il Coro del Teatro Comunale diretto da Teresa Auletta e la compagnia di danza guidata da Michele Merola. Un allestimento imponente per un progetto che rappresenta anche un raro esempio di collaborazione tra le fondazioni liriche dell’Emilia-Romagna.

Il debutto è fissato per l’11 e 12 dicembre 2026 al Teatro Comunale di Ferrara. Poi Reggio Emilia, Ravenna, Piacenza, Modena, Parma, Bologna e Rimini, con una tappa anche a Lucca. Con il cantautorato che si consacra nei templi della lirica, come testimonianza di un cambio d’epoca in cui, più del fragore delle armi, a lasciare il segno nelle vite e nei cuori delle persone sono ancora una voltale parole e le note sui cui battiti, dall’opera lirica al pop cantautorale, si torna a scrivere la grande Storia.

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