Incubo

Romina Power sotto-choc, "quella non sono io": identità rubata, un precedente spaventoso

Romina Power è finita nel mirino di cosiddetti ‘ladri di identità’, che rubano foto sui social creando account falsi. Sul suo profilo instagram la Power ha pubblicato un post dove spiega a tutti i suoi follower l’esistenza di un account chiamato proprio Romina Power, che però non appartiene a lei. “Seguite il mio secondo profilo” è l’intestazione che si legge sull’account in questione, da Romina Power.

 

“Non sono io! Non so chi sia questa persona che si spaccia per me. Questo profilo si sta spacciando per me”, denunciando così il profilo falso creato da una persona sconosciuta con il suo nome e la sua foto. Lo stesso appello è stato ripetuto anche in inglese.

 

 

 

 Domenica 31 gennaio invece Romina Power aveva condiviso su instagram una foto che la ritrae mentre passeggia in riva al mare assieme al figlio Yari Carrisi, con uno stato in cui aveva scritto: “Aria di sole, aria di mare, aria di Yari”. Nel frattempo i rapporti con Al Bano continuano ad essere burrascosi.

A Natale, infatti, la Power ha rifiutato di festeggiare il Natale con Al Bano e la Lecciso e tutti i figli a Cellino San Marco. Il rifiuto sarebbe dovuto a motivi di sicurezza, non sarebbe il caso in piena pandemia festeggiare tra non congiunti. E qualche polemica la Power l'aveva creata anche con la sua partecipazione, questa estate, a Domenica In. “Non me ne frega niente che non dobbiamo abbracciarci”, aveva detto Mara Venier dopo aver intervistato Romina Power e abbracciata, in diretta su Rai1, infrangendo le regole del distanziamento sociale.

Michele Anzaldi, segretario della commissione di vigilanza Rai, aveva anche chiesto al Cda di valutare “se non sia doveroso quantomeno comminare una multa o comunque una sanzione alla conduttrice”. “Che insegnamento dà - aveva denunciato Anzaldi - la prima rete del servizio pubblico in questo modo? Mara Venier con il suo comportamento di fronte a milioni di telespettatori mette a rischio il rispetto delle misure per il contenimento del contagio da coronavirus”, l'accusa finale di Anzaldi alla Venier, ma anche alla Power.

 

 

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