L'opinione

Paolo Crepet su Giulia Cecchettin: "Perché il suo sacrificio è una lezione"

La morte di Giulia Cecchettin è diventata il simbolo di qualcosa di molto più grande. Non è certo il primo femminicidio ma il suo caso, "perché è diventato così potente?", chiede David Parenzo in diretta a L'aria che tira su La7, nella puntata del 5 dicembre, mentre vengono celebrati i suoi funerali nella Basilica di Padova. "Per tante ragioni, la più ovvia è che Giulia era nostra figlia, in tutti i sensi, la viviamo la sentiamo, è prossima a noi, noi ci identifichiamo in lei e nella sua famiglia", risponde Paolo Crepet che è in collegamento.

"Questo è stato il grande passaggio psicologico che è avvenuto tra gli italiani, non solo lì in quella città ma altrove nel Paese", prosegue lo psichiatra. 

 

 

"Credo che sia logico il nostro essere sbalorditi ancora da tanta violenza ottusa, dall'idea del possesso", osserva ancora Paolo Crepet. "Forse questa volta ancora di più, se posso dirlo anche se è sbagliato ponderare il dolore", sottolinea lo psichiatra. "Questa volta e lo si vede in quella piazza, che per riempirla ci vuole davvero una grande folla, ci sono tanti ragazzi che ci danno speranza. Io sono contento che ci sono tanti ragazzi, che imparino che cosa sia il rispetto. E quella ragazza, il suo sacrificio, è stata una lezione di gentilezza".

Qui l'intervento di Paolo Crepet a L'aria che tira