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Fiorentina-Inter, Luciano Moggi: la più grande contraddizione del Var

Davide Locano
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Che lite fra Spalletti e Caressa di Sky per il rigore concesso da Abisso in Fiorentina-Inter, che ha consentito ai gigliati di pareggiare al 101'. «Tu hai usato troppo il condizionale... potrebbe... se..., dovevi dire solo che non era fallo di mano», il rimprovero del mister al conduttore, anche se Caressa dopo aver cercato di spiegare ai telespettatori le varie dinamiche, aveva proprio detto che il rigore non c' era. Non poteva mancare la replica di Pioli che molto educatamente ha spiegato che il "mani" c' era, magari per effetto della spinta subita da D' Ambrosio che, sbilanciato, ha cercato di proteggersi nella caduta. Però alla fine ha aggiunto: «Siccome simili falli vengono sempre fischiati, giusto che lo sia stato pure questo. D' altra parte è molto peggio quello che abbiamo subito noi all' andata a Milano». Leggi anche: Moggi: cosa non torna sulla rottura Inter-Icardi E così liquida arbitro e Var. Su queste pagine abbiamo sempre scritto che l' uomo dietro la macchina dovrebbe indirizzare l' arbitro in campo. Siccome però in questa partita abbiamo visto di tutto, come ad esempio il fallo di Chiesa su D' Ambrosio ignorato dal Var (prima del rigore incriminato), ci viene difficile stabilire se sia veramente l' uomo dietro la macchina ad indirizzare l' arbitro o addirittura il contrario. La cosa certa è che il mezzo tecnologico è colpevole (?) di farsi usare, spesso male, talvolta anche per mancanza di personalità da parte di chi lo usa o di chi lo va a vedere, come è successo ad Abisso che, nella circostanza, può aver avuto timore a non concedere il rigore che avrebbe fatto insorgere una stadio intero. E però è costato all' Inter la perdita di due punti nei confronti del Milan che insegue assieme alla Roma. Ed è la dimostrazione di quanto il Var sia soggettivo e magari talvolta anche ignorato dall' arbitro, come è successo in Samp-Cagliari per il rigore che ha permesso ai doriani di battere i sardi. A Firenze prima mezz' ora tutta della Fiorentina che va in gol dopo venti secondi e fallisce clamorosamente il 2-0 con Gerson. Poi l' Inter prende campo mettendo in evidenza carattere e spirito di gruppo, magari per far capire che, anche senza Icardi, si può far bene. Se qualcuno non lo avesse ancora capito si vada a rivedere quando Perisic impedisce a Politano di esultare "alla Icardi" dopo il gol del 2-1. È la conferma di come i croati vedano il loro ex capitano. In testa alla classifica nessuna novità. Vince soffrendo la Juve contro un Bologna che gioca ma non tira in porta: era ancora nel limbo dopo la sconfitta di Madrid. I bolognesi si svegliano solo dopo aver subito il gol, quando Perin e il palo salvano la Juve. Buona la prestazione di Bernardeschi da interno, ottimo Dybala che entra, vivacizza il gioco (cambiando la partita) e mette a segno la rete vittoria. Male Ronaldo che nelle previsioni era dato in panca: sarebbe stata l' occasione migliore per dargli un turno di riposo, è troppo affaticato. Noi siamo i primi a sostenere che in Coppa non se ne può fare a meno ed è proprio per questo che farlo riposare sarebbe stato salutare tenendo anche conto del +13 sul Napoli. Nessuno avrebbe gridato allo scandalo, né noi vogliamo sostituirci ad Allegri che, tra l' altro, non merita le critiche che gli sono state rivolte dopo Madrid. Spettacolo a Parma, 4-0 per il Napoli con Milik (doppietta) e la leadership di Zielinski (ora che Hamsik non c' è più). In evidenza il lavoro di Ancelotti che prepara la squadra in attesa del Salisburgo e anche in attesa di ricevere domenica la Juve al San Paolo. di Luciano Moggi

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