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Gode l'Ajax

Juventus-Ajax, l'errore di Massimiliano Allegri che gli costa tutto: cosa (forse) non avete notato

17 Aprile 2019

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Massimiliano Allegri

L'ultimo azzardo di Massimiliano Allegri è una Juve dal respiro europeo, mai visto prima. La squadra bianconera approccia alla partita come se fosse l'Ajax, cioè pressando in avanti, alzando il ritmo della contesa, muovendo velocemente il pallone. D' un tratto la Juve è l' opposto di se stessa: la squadra abituata a congelare le gare, a rallentare i battiti, a gestire il respiro, è un ricordo. In campo va una Juve inedita, lontana dall' idea di calcio di Allegri e forse per questo contraddittoria.

È come se avesse deciso d' un tratto di essere una squadra europea, perché - si dice, si ripete, si pensa - solo giocando così, ad alta intensità, si vince in Champions League. L' idea vincente della Juve è d' un tratto finita nel cassetto, è un azzardo, sì, che contiene però una logica di fondo. Allegri cambia tattica per togliere all' Ajax gli spigoli su cui aderire. Punta a impossessarsi del pallone e quindi del governo della partita per disorientare un avversario che non ha alternative al gioco tambureggiante. In sostanza decide di affrontare i rivali sul loro ring preferito.

È un effetto sorpresa che inizialmente paga perché gli uomini di Ten Hag non trovano il loro gioco per mezz' ora. Fino al gol di Ronaldo. Dopo lo svantaggio, migliorano improvvisamente e non è un caso, semmai la prova che quello di Allegri è un azzardo: il gol di Cristiano rispolvera automaticamente la vecchia abitudine della Juve, ovvero la gestione dei ritmi e del cronometro. Così l'Ajax ha tempo e spazio per avviare il suo motore e cominciare la sua partita. Ci mette pochi minuti a trovare il pareggio che ribalta l' inerzia.

L' efficacia della prima fase dimostra che la strategia di Allegri era corretta, ma a metà. Il problema infatti era la mancanza di abitudine ad essa. La Juve non ha mai giocato al massimo dell' intensità, né in Italia, né in Europa. L' unica eccezione è stata la prestazione nel ritorno contro l' Atletico, il quale però a sua volta non è l'Ajax, nel senso che non accelera i battiti della contesa, semmai li frena. Non poteva quindi sovvertire il governo. L'Ajax, invece, ne è in grado, è la sua natura. Così la Juve nella ripresa si è trovata in una partita estranea, fuori dal suo habitat, travolta dall' onda di una rivale tanto straordinaria quanto sottovalutata. L'Ajax vince con merito e dimostra che per vincere in Europa serve un' identità. Il paradosso è che la Juve l' aveva, giusta o sbagliata che fosse, ma l' ha sconfessata sul più bello.

di Claudio Savelli

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