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Juventus, il futuro di Cristiano Ronaldo e Allegri: chi arriva in bianconero

18 Aprile 2019

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Svelato il futuro della Juve. Allegri, Cristiano Ronaldo e...un colpo clamoroso, chi arriva in bianconero

«Io l' avevo detto che l' Ajax è un bello squadrone», «io lo sapevo», «io, io, io». Ma in realtà cerchi tracce scritte e tutti (o quasi) avevano puntato sul passaggio di turno della Juve perché «gli olandesi son bravini ma la Juve è la Juve». Già, la Juve è la Juve, con i tanti suoi pregi ma pure i suoi difetti. Il principale contempla il costante e ripetuto tentativo di arrivare in fondo alla mega-competizione con l' atteggiamento allegriano per eccellenza: «Il pragmatismo è più importante del bel gioco». Oh, se il mister dei 4 scudetti di fila (sabato il 5°) è arrivato a giocare due finali evidentemente ha ragione lui, ma è altrettanto vero che oggi vien facile dire «no, alla lunga si vince solo col gioco». Come sempre vale tutto e il suo contrario.

Senza fiato -  Noialtri non sappiamo quale sia la verità - in passato hanno trionfato squadre con mediocre spettacolarità - ma sappiamo almeno altre due cose: 1) L' Ajax ha strameritato il passaggio alle semifinali di Champions perché esportatrice di un calcio che non è solo "bello" ma è soprattutto "nuovo"; una sorta di tiki taka guardiolesco ma assai più pragmatico (se solo gli olandesi avessero una vera prima punta farebbero danni incalcolabili a chiunque). 2) Il culo (inteso come fortuna) è sempre la componente più importante. E "culo" significa affrontare avversari più deboli di te e con forma peggiore della tua. L' Ajax (tutti i titolari messi assieme guadagnano meno di Ronaldo) solo sulla carta è più debole dei bianconeri e sicuramente corre di più (la zebra è arrivata all'appuntamento dell' anno senza fiato e con troppi lividi).
Ora, questo pezzo nasce con l' intento di capire «che Juve sarà», ovvero vuole svelare le strategie nascoste della casa-bianconera per tentare di svoltare un destino che, anno dopo anno, sembra allontanarla dal coppone (l'ossessione non aiuta mai a vincere). Ci proviamo, ben sapendo che si tratta solo di inutili teorie.

Per approfondire leggi anche: Juventus, la rivoluzione dopo l'Ajax


Ebbene, sapete come ci immaginiamo la Juve 2019-2020?
Uguale a questa, non tanto negli uomini, quanto nell' atteggiamento. La conferma di Allegri, a meno che non sia "di facciata", ci porta a credere che anche l' anno prossimo si punterà più sulla concretezza che sulla bellezza. Salvo rivoluzioni improbabili ci sarà ancora Ronaldo, attorno a lui si proverà a costruire un impianto meno traballante. Già, perché il dato di fatto è che la squadra che molti di noi avevano definito semi-perfetta martedì è scesa in campo con una difesa imperfetta (Benatia è stato colpevolmente lasciato partire a gennaio e con De Sciglio e Rugani titolari non si va lontano), un centrocampo con pochissime idee (Pjanic non è Pirlo), un attacco che dispone di uno dei due giocatori più forti al mondo che però ha bisogno di un "complemento" alla Benzema: Mandzukic è quel complemento, ma ha acciacchi e 33 anni, Dybala invece non lo è.

Un socio per Cr7 - Ecco, la Juve ben presto deciderà se Kean può essere "quel" giocatore o se è il caso di puntare su attaccanti più pronti; a centrocampo ha già preso Ramsey e non è poco; per la difesa, invece, dovrà trovare alternative a Chielllini, che è ancora uno dei migliori interpreti del mondo e proprio per questo quando manca lascia un vuoto devastante.
A mescolare gli ingredienti ancora lui, Max Allegri, che non piaceva a molti tifosi bianconeri prima di martedì e figuratevi se può piacere oggi. Le folle e i commentatori spingono per il cambiamento, ma "cambiamento" non è sempre sinonimo di "miglioramento" e con Zidane sistemato a Madrid le alternative son mica troppe (dall' Inghilterra Sky parla di pre-accordo con Conte). Ecco, la Juve ci riproverà e lo farà con la stessa filosofia degli ultimi anni: anche se ora pare una sciagura, non è detto che sia la scelta sbagliata.

di Fabrizio Biasin

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