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Ajax, mister Ten Hag strega il calcio: chi è l'allievo di Guardiola che ha fatto fuori la Juventus

18 Aprile 2019

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Erik Ten Hag

A quasi 50 anni Erik Ten Hag non ha vinto niente da allenatore, ma per un olandese questo non è un problema. D' altronde, questo ex difensore è nato nel 1970, proprio all' inizio del decennio in cui il calcio totale orange, pur perdendo due Mondiali, cambiò la storia del pallone. E fu poi la matrice - grazie alla rivoluzione portata da Johan Cruyff a Barcellona - del tiki taka di Pep Guardiola. Dall' incontro di tutti questi fili nasce il capolavoro di Ten Hag, l' allenatore che ha riportato l' Ajax in una semifinale di Champions League dopo 22 anni di attesa. E lo ha fatto con una banda di ragazzini di talento, capaci di umiliare prima il Real Madrid al Santiago Bernabeu e poi la Juventus all' Allianz Stadium. Tutto questo capolavoro, infatti, è nato in trasferta e per la precisione a Monaco. In questa stagione certo, con l' 1-1 imposto al Bayern nel girone di Champions, ma soprattutto nel giugno 2013.

All'epoca Guardiola ripartiva lontano dalla Catalogna, mentre Ten Hag veniva chiamato dalle giovanili bavaresi dopo le buone cose mostrate coi Go Ahead Eagles, dove l' aveva chiamato l' azionista Marc Overmars. In Baviera i due si intendono a meraviglia, perché parlano la stessa lingua: Pep insegna, Erik impara e trasmette. Il nuovo apprendistato dura due anni, poi Ten Hag è pronto a spiccare il volo. Lo fa a Utrecht: riporta il club in alto, conquista una finale di Coppa d' Olanda - persa - e l' accesso all' Europa League, poi sfuggita ai preliminari.

Il 5 novembre 2017, però, vince 2-1 all' Amsterdam Arena contro l' Ajax, che in patria balbetta nonostante l' ossatura della squadra di oggi: Onana, Veltman, De Ligt, De Jong, Schone, Ziyech, Van de Beek, Neres. In campo c' era anche il bomber Dolberg nella sua migliore - e smarrita - versione, insieme agli ex Younes (Napoli) e Kluivert (Roma). Quel giorno il dg dei lancieri Edwin van der Sar decide che l' Ajax ha bisogno di Ten Hag per rinascere. Ci mette un attimo a convincere il ds Marc Overmars (ricordate?) e in poche settimane lo strappa ai rivali di Eredivisie.

Nella favola che ci si affretta a definire calcio totale 2.0, è facile ritrovare tutti gli ingredienti di questa storia. L' anarchica sfrontatezza iscritta nel dna olandese, regolata dai del guardiolismo: palla a terra e movimenti studiati all' ossessione. Non sappiamo quanto durerà prima delle razzie del mercato né se questo gruppo saprà imitare la cavalcata dell' ultimo outsider campione d' Europa, il Porto 2004 di José Mourinho (a sua volta allievo di Van Gaal, anche se a suo modo). Intanto gongola Van der Sar: «Questa vittoria è più importante dei soldi», dice al Telegraaf l' ex portiere campione d' Europa con l' Ajax di Van Gaal e con il Manchester United, ma non con la Juve. Anche perché come diceva proprio Johann Crujff, «non si è mai visto un sacco di soldi segnare un gol».

di Francesco Perugini

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