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Ajax e Tottenham, lezione al calcio europeo: ecco come si vince anche senza soldi

19 Aprile 2019

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Ajax e Tottenham, lezione al calcio europeo: ecco come si vince anche senza soldi

Sul mercato era finita 600 a zero, ma in campo questo non è servito al Manchester City per battere il Tottenham. Così come non erano bastati alla Juve i 112 milioni pagati per Ronaldo per superare l' Ajax dal monte ingaggi (53 milioni) pari a un quinto di quello bianconero (259).

Così il 30 maggio in semifinale si sfideranno due cenerentole di questa Champions, imbucate in quello che sembrava ormai un club per super ricchi. Badate bene, il Tottenham non è una società povera, ma - complice il miliardo investito nel nuovo stadio - aveva sorpreso tutti rinunciando a fare mercato: nessun ingresso in estate né a gennaio, nonostante il -23 dal City nella scorsa Premier (ora è a -16) e l' eliminazione agli ottavi della Champions 20018 a Wembley con la Juve. Una scelta non inedita, visto che dal 2015/16 aveva sempre chiuso il bilancio delle compravendite in attivo. «I trofei si vincono col mercato», aveva rognato a febbraio l' allenatore Pochettino che si starà pentendo di quelle parole. L' argentino si è arrangiato col suo gruppo e ora ringrazia l' ex juventino Llorente e quel Son passato dal rischio del servizio di leva in Sud Corea ai tre gol in 180' a Guardiola. Al quale non sono bastati 25 giocatori e 608 milioni spesi in tre anni per agguantare uno straccio di semifinale.

L'importante, in ogni caso, è spendere bene. Lo ha fatto l' Ajax con Neres, costato 12 milioni a gennaio 2016 perché «è meglio comprare uno così che tre da 4», disse il ds Marc Overmars. Più o meno il prezzo pagato dal Tottenham per l' anello di congiunzione tra queste due favole, quell' Eriksen volato da Amsterdam a Londra nel 2013. E salvato all' Etihad Stadium dal Var sull' errore che poteva costare l'eliminazione agli Spurs.

di Francesco Perugini

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