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Pezzi di storia

Da Andrea Pirlo fino a Ronaldo. Juventus, otto anni di trionfi: ecco tutte le firme

21 Aprile 2019

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Andrea Pirlo

Continua il dominio in Italia della Juventus: ottavo scudetto consecutivo ottenuto addirittura con 5 giornate d' anticipo rispetto alla fine del campionato (era già successo all' inter nel 2007, alla Fiorentina nel 1956, e al Torino nel 1948). Otto titoli ottenuti sì dalla stessa società ma con uomini, tattiche e stili di gioco molto diversi tra loro.

Un ciclo vincente apertosi nella stagione 011/2012 con l' arrivo di Antonio Conte sulla panchina bianconera. La Juve si affidava all' esperienza di Pirlo supportato a centrocampo da un semisconosciuto Vidal e Marchisio e scopriva per la prima volta la solidità del 3-5-2 nonchè l' intesa perfetta tra il trio difensivo Barzagli-Bonucci-Chiellini che avrebbe fatto poi le sue fortune (e anche della Nazionale). Sulle fasce Lichtsteiner e Pepe costantemente in proiezione offensiva a dar man forte alla coppia d' attacco Matri-Vucinic (preferiti ad un Del Piero in fase calante e un Quagliarella non al top). L' anno seguente (2012/2013) la Juventus, sempre con Conte in panchina, bissava il successo. Confermato il modulo e il sempre più consolidato pacchetto arretrato, salutato Del Piero, le principali novità erano Asamoah trasformato dal tecnico leccese in esterno sinistro a tutta fascia, Giovinco preferito agli altri come partner d' attacco di Vucinic, e, soprattutto, un 19enne che in poco tempo si impone nel ruolo di mezzala in prima squadra, ossia Pogba. Uomini diversi, ma non solo: gioco meno spumeggiante rispetto alla prima versione ma maggiore solidità ed equilibrio tattico. La massima espressione del "Conte pensiero" applicato alla Juve arrivava però nel campionato seguente (2013/2014) concluso con il record dei 102 punti. Difesa e centrocampo confermate (con Pogba che scavalcava nelle gerarchie Marchisio), a variare sono gli interpreti offensivi (Tevez e Llorente) e il gioco che è più imprevedibile rispetto al passato.

Terminata l' era Conte, nella stagione 2014/2015 cominciava quella di Massimiliano Allegri. Dopo l' approccio morbido (modulo e dettami di gioco invariati rispetto al suo predecessore), il toscano dà il suo imprinting: 4-3-1-2, Evra terzino e difesa a tre messa in soffitta (anche se rispolverata all' occorrenza). L' arma in più? Il rombo a centrocampo: Pirlo vertice basso e Vidal trequartista alle spalle di Tevez affiancato o da Llorente o da Morata. Il risultato? Migliore rispetto al passato: quarto titolo consecutivo e finale di Champions League dove venivano sconfitti dal Barcellona di Messi.

Nella stagione seguente (2015/2016) la rosa veniva però rivoluzionata (Pirlo, Vidal, Tevez e Llorente lasciavano Torino, al loro posto Alex Sandro, Khedira, Cuadrado, Mandzukic e Dybala) e il mister, dopo un avvio disastroso (-11 dalla vetta dopo 10 giornate) decideva di ripartire dalle certezze, ossia dal 3-5-2 di contiana memoria. Risultato? Difesa impermeabile, filotto inarrestabile, rimonta incredibile e quinto titolo consecutivo in bacheca.

Nell' estate successiva (2016/2017) la rivoluzione si completava: via Pogba e Morata dentro Dani Alves, Benatia, Pjanic e Higuain. Allegri, partito con il 3-5-2, a gennaio trovava la quadra: 4-2-3-1 con Pjanic e Khedira in mediana a reggere il peso di Cuadrado (o Dani Alves), Dybala e Mandzukic (schierato da ala sinistra) e del centravanti Higuain. Risultato? Gioco più piacevole, Juventus ancora campione d' Italia e finale di Champions (questa volta sconfitta dal Real Madrid di Zidane e CR7).
Il nuovo modulo però non convince del tutto e così il tecnico livornese nel mezzo della stagione seguente (2017/2018) decide di cambiare.

Senza Bonucci (quell' anno al Milan) niente difesa a tre e così si passa al 4-3-3 per sfruttare al meglio le caratteristiche di Douglas Costa e Bernardeschi, forte anche della quantità garantita da Matuidi. Risultato?

Solidità difensiva, equilibrio, imprevedibilità offensiva e duello testa a testa con il Napoli di Sarri vinto. Si arriva così al campionato attuale, il primo con Cristiano Ronaldo in squadra. Il modulo di base utilizzato è il 4-3-3 ma la vera novità della Juventus 2018/2019, oltre di poter disporre di uno dei migliori giocatori al mondo, sembra risiedere soprattutto nel fatto che può passare indistintamente dal 4-3-3 al 4-4-2 o dal 3-4-3 o 3-5-2 al 4-2-3-1 senza accusare il colpo sul piano della prestazione.

di Michele Mazzeo

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