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Juventus, la festa mesta. Ora è tutto in discussione: il rebus non è solo Allegri

21 Aprile 2019

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Juventus, la festa mesta. Ora è tutto in discussione: il rebus non è solo Allegri

Il paradosso della stagione bianconera è che il segreto della Juve in campionato - saper misurare il proprio sforzo in base all' avversario - è stato fatale in Europa, dove invece non è possibile conservarsi perché squadre come l' Ajax non te lo permettono. Questo è il cortocircuito latente nella stagione che ha presentato il conto nei quarti di Champions. La Juve si è abituata ad un' andatura troppo lenta per il passo svelto del continente. La sconfitta con l' Ajax è una ferita aperta e profonda perché non è stata casuale, ma è stata la conseguenza di una inferiorità tanto inattesa quanto netta. La Juve aveva una forza complessiva superiore all' Ajax ma non è stato un problema di qualità dei giocatori, semmai di sfinimento mentale.

Si sono d' un tratto sgonfiate le idee dei bianconeri, è esploso nelle loro mani il calcio che giocavano da anni, raccogliendo soddisfazioni. La sensazione di essere rimasti nel passato è il suono più stridente dell' annata e va al di là della perdita dei soldi in borsa o del bilancio appesantito dall' arrivo di Cristiano Ronaldo. L' impressione, quindi, è che serva qualcosa di diverso. Il problema è individuare cosa.

L' Ajax in sostanza ha dimostrato che uno dei motivi dell' uscita dalla Champions dei bianconeri è la facilità del trionfo domestico. Non è vero però che la serie A è poco allenante per l' eccesso di tattica, semmai lo è perché il dominio della Juve ha sgonfiato le rivali, che si sentono troppo distanti e quindi si accontentano di obiettivi minori. In effetti sono lontane, ma nessuno pensa più alla possibilità di costruire un' impresa. Questa Juve nasce dalla prima annata con Conte, dove la squadra non era la più forte del campionato, tutt' altro. Ma ormai non ci si crede più.

È strano pensare che l' inadeguatezza delle rivali sia un problema per la Juve, invece lo è perché quest' ultima ha bisogno di più partite difficili lungo la stagione, di abituarsi di nuovo al rischio del fallimento che quest' anno non ha mai sfiorato. E se queste avversarie non sono in grado di strutturarsi per vincere, allora la Juve potrebbe sfruttare lo spazio e il tempo guadagnato per sperimentare, rinnovarsi, rischiare. Se è così avanti, può permettersi qualsiasi cosa, anche una rivoluzione folle, che non può più essere un solo giocatore perché quello era Cristiano Ronaldo ed è già arrivato.
Serve forse nuova linfa alla Juve.

Ma come trovarla? Con un gioco diverso, più ambizioso e proattivo, che coinvolga la gente al di là dei risultati. Sarebbe per la Juve un' utopia, ma anche un orizzonte nuovo che rinsalderebbe lo spirito dei giocatori e dei tifosi. Bisognerebbe però inseguirlo a costo di perdere punti e ritrovarsi a rischio.

In questo contesto è scontato pensare ad un nuovo allenatore, ma la realtà è che può farlo anche Allegri, ne ha le conoscenze e le possibilità, basta che venga spinto a farlo e che gli venga concessa carta bianca. Dall' alto, la società deve accettare il rischio. Anzi, deve volerlo perché la vittoria non basta più. Infatti discutiamo di fallimento nel giorno delle celebrazioni. È un' assurdità che però può suggerire alla Juve la direzione per raggiungere un futuro migliore.

di Renato Bazzini

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