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Luigi Di Biagio, la sua Under 21 un flop da 400 milioni: il ct ha perso un altro tram

26 Giugno 2019

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Luigi Di Biagio

A volte il destino è nel nome, e se ti chiami Under, ovvero "sotto", ci sta che ti ritrovi sotto. Nel punteggio, in una classifica, nelle aspettative. L'estate dispari e i riflettori puntati su maglie azzurre diverse da quelle solite non hanno fatto bene alla nostra Nazionale giovanile, non andata oltre i gironcini dei quarti di finale nell' Europeo di casa, manco l' obiettivo minimo delle semifinali avendo a disposizione tifo e, soprattutto, un pacchetto di gente apparentemente mica male. Anzi. E proprio per questo è già scattato il processino (processo pare una roba esagerata, francamente) per direttissima, conclusosi con le dimissioni del nocchiero Di Biagio, ancora una volta incapace di far compiere alla U21 il salto di qualità.

DELUSIONE
Uno che rimane là, nel limbo, uno che per sfortuna o altro tocca con i piedi l' asticella compromettendo il grande salto. Dalla traversa colpita in quella dannata serie finale di rigori a Francia '98, a quella di Pellegrini con la Polonia, una storia di occasioni perdute, con in mezzo altri tram sfuggiti all' ultimo secondo, tipo lo scudetto 2002 divorato dall' Inter nel tragico 5 maggio dell' Olimpico. Congedandosi, l' ex mediano di Inter e Nazionale ha voluto usare parole precise, delusione sì, fallimento però no, assolutamente. Errori, in realtà, ne ha commessi, specie nella scellerata (e iellata, ripetiamo) partita con i polacchi, lo 0-1 che ci è costato carissimo: e forse, più in generale, non è stato il formatore che ci si attendeva, gioco a sprazzi, capacità di fare esprimere i talenti pure. Già, i talenti. Perché sul banco degli imputati del processino devono salire pure loro, gli azzurrini, e ancora prima i loro club, i loro procuratori: prima, durante e dopo l' esperienza all' Europeo, è stata tutta una gara di supertrattative, di sfide ad altissimo livello per aggiudicarseli, di valutazioni che oggi fanno pensare. Chiesa non meno di 50 milioni o persino 60, 40 i due discoli Zaniolo e Kean, che hanno occupato la ribalta per le loro indiscipline, l' Inter dovrà sborsarne poco meno per Barella, 35 Pellegrini, 30 - dicansi trenta - viene valutato Cutrone, che contro il Belgio ha rotto un digiuno di gol che durava da qualcosa come cinque mesi.

SOPRAVVALUTATI
Per il sito specializzato Transfermarkt, solo la rosa della Spagna ha un valore complessivo superiore a quello azzurro, che supera il tetto dei 400 milioni, più della Francia, più della Germania che sono regolarmente arrivate nelle top four della rassegna continentale. La voglia di rivedere una Nazionale e giovane e forte da parte del pubblico e la consueta fame di quattrini da parte degli addetti ai lavori ha probabilmente contribuito a sopravvalutare questi ragazzi, molti dei quali hanno effettivamente davanti a loro un futuro radioso.

E al flop, onestamente, ha in parte contribuito anche certa stampa che di fronte all' iniezione di diversi giocatori ormai iscritti e pure promossi all' università azzurra del rettore Mancini, ha parlato e scritto di "Under 21" più forte di sempre in maniera improvvida e pure smemorata: per capire il perché, basta andarsi a rivedere quella del biennio 1984-1986 (Zenga, Vialli, Mancini, Donadoni, Giannini, De Napoli, Ferri, Matteoli, Francini) trasferita in pianta stabile in Nazionale il giorno dopo l' eliminazione dal Mondiale messicano o quella del 1996, regolarmente campione d' Europa, con la compagnia di giro formata da Buffon, Totti, Cannavaro, Panucci, Nesta, Tacchinardi, Tommasi, Morfeo. Tutti un po' colpevoli, allora, e la lezione ci serva al prossimo giro. Probabilissimo nuovo c.t. sarà Chicco Evani, gloria milanista e attuale secondo del Mancio nell' Italia dei grandi: sperando che la formula per ora vincente dell' ex grande numero 10 possa funzionare anche per Azzurrina, così bella, così andata in bianco.

di Davide Gondola

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