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La Nazionale di Roberto Mancini? Il commento di Biasin: doveroso attendere prima di sognare

Davide Locano
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L'Italia sta facendo ottime cose, è vero. Questa sera rischia di eguagliare il record targato Pozzo di 9 vittorie consecutive, è vero. Mancini ha preso in mano una selezione allo sbando, sfiduciata, ha detto «punto sui giovani» e ci sta riuscendo, è vero. Noialtri appassionati ci siamo accorti che il nostro bislacco campionato non sarà più il migliore al mondo, ma è ancora in grado di sfornare giocatori di livello, è vero. Siamo qualificati per l'Europeo 2020 e abbiamo raggiunto l'obiettivo con ben tre turni di anticipo, cosa non banale anche in un girone facile, è vero. Il resto del mondo è tornato ad accorgersi di noi, spende belle parole, sanno che non siamo i più forti della galassia ma restiamo pur sempre i quattro volte campioni del mondo e, quindi, «per la vittoria a Euro 2020 ci sono anche i redivivi azzurri», è vero. È tutto tremendamente vero ed è bello tirarcela un po', del resto abbiamo buttato giù litrate di fiele per anni. Però attenzione, occhio a non esagerare. Siamo solo all'inizio, l'inizio di un percorso che ci ha riportato fuori dal guano ma che allo stesso tempo è stato agevolato da un girone e una formula parecchio accomodanti. Stiamo facendo benissimo, ma al momento conta zero. La differenza toccherà farla a primavera inoltrata, in quel mese là, quello dove tutto deve filare per il verso giusto. Ecco, l'Italia sta lavorando sull'idea di gruppo è ben fa: è il modo migliore per non farsi fregare da chi ora «esalta a prescindere» e al primo passo falso dirà «beh, tutto qua?». di Fabrizio Biasin

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