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Hernandez, Hakimi e Cuadrado? Le big di Serie A in mano ai terzini: sono loro i nuovi registi

Federico Strumolo
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Il calcio negli anni cambia, si evolve. E così i suoi ruoli. Chiedere, per conferma, ai terzini, in passato spesso bistrattati o poco considerati dalle tifoserie ed oggi stelle ed elementi fondamentali. Una rivalutazione del ruolo dovuta ad un calcio in cui le fasce hanno acquisito più importanza. Sempre più spesso gli allenatori preferiscono allargare le difese avversarie passando dalle corsie esterne, piuttosto che intasarsi in mezzo al campo dove i talentoi capaci di dribbling per creare superiorità numerica sono sempre più merce rara. E così, i famosi terzini, si trasformano in ali aggiunte. Senza limitarsi più al compitino sulla fascia, ma capaci di difendere, impostare, attaccare. E segnare. 

 

In poche parole, i terzini di oggi spaccano le partite, determinandole anche in zona gol. I più devastanti e spettacolari sono, senza dubbio, Theo Hernandez del Milan (che tornerà in campo domani contro l'Atalanta, dato che era un falso positivo al Covid; negativi anche Rebic e Krunic) ed Achraf Hakimi dell'Inter. Tanto forti, e decisivi (4 gol e 5 assist in stagione per Hernandez, 6 reti e 5 assist per Hakimi), anche se in modo diverso ma allo stesso difficilmente contenibili: più individualista il rossonero - con le sue impressionanti galoppate palla al piede - più tattico il nerazzurro - con la sua innata capacità di inserirsi. 

Un altro interprete di lusso del ruolo è Juan Cuadrado (10 assist in stagione). Ne sa qualcosa Rino Gattuso, che ha visto il suo Napoli sconfitto (2-0) in Supercoppa dalla Juve, grazie ad una grande prestazione del terzino destro bianconero. Tornato dopo un mese di stop (l'ultima presenza risaliva al 22 dicembre, tra squalifica e Covid) e subito determinante per far tornare alla vittoria la sua squadra, scacciando ogni ombra di crisi. Ed un suo compagno di squadra altrettanto importante per la Vecchia Signora è il brasiliano Danilo. Esterno basso, abile sia a destra che a sinistra (e anche al centro, all'occorrenza), ottimo nella fase difensiva, oltre che in regia, e molto attivo in zona gol, con una rete e tre assist in campionato. Ancora meglio di Danilo, come rendimento, il milanista Davide Calabria (2 gol ed un assist), il più grande tuttofare della squadra di Pioli. 

 

Impossibile, poi, non citare la squadra che più di tutte sfrutta le fasce per colpire gli avversari: l'Atalanta. Ne approfittano Robin Gosens e Hans Hateboer, autori rispettivamente di 6 gol e 5 assist e di due reti e due assistenze stagionali. E, come loro, a trarre vantaggio dalla difesa a tre - che rende il terzino più libero in fase difensiva (perché coperto da tre centrali) - per punire gli avversari ci sono Leonardo Spinazzola della Roma (un gol e 4 assist) e Cristiano Biraghi della Fiorentina (un gol e 5 assist), ma anche Gaetano Letizia (3 gol e un assist) della rivelazione Benevento. Certo, nella storia troviamo vari esempi di terzini straordinari. Dalla magnifica scuola italiana, dei Facchetti e dei Maldera, passando per Maldini e Cabrini. A quella brasiliana, con esponenti come Cafu, Roberto Carlos e Maicon. Gli ultimi citati, in particolare, rappresentano i reali prototipi del terzino attuale. Per le abilità tecniche, unite alle doti nella corsa. Non più dei semplici difensori, ma gli assi del calcio moderno. riproduzione riservata.

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