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Andrea Agnelli, umiliazione spagnola: "Personaggio minore, l'unico nella storia della famiglia", il ritratto corrosivo di El Pais

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El Paìs dedica un articolo ad Andrea Agnelli, con un titolo che è tutto un programma: “Una macchia sulla leggenda Agnelli”. Il quotidiano spagnolo fa un ritratto al vetriolo su su uno dei principali protagonisti del disastro Superlega. E aggiunge la pazienza di John Elkann nei suoi confronti non è infinita. "È l’unico della sua generazione che è riuscito a perpetuare il nobile cognome, ma le sue imprese – né il suo fisico – non sono mai state le più straordinarie della famiglia", scrivono dalla Spagna. "La Superliga, in cui Florentino Pérez presidente del Real Madrid si è imbarcato è stata l’occasione per lasciare il segno con un progetto che avrebbe rivoluzionato lo sport". Ma così non è stato.

 

 

 

 

El Paìs definisce Andrea Agnelli, “un personaggio minore della dinastia”, messo alla Juventus anche perché "all’inizio del secolo la famiglia si era stancata dei manager esterni e aveva scommesso sulla linea di sangue per riportare la squadra in alto. Fino a questa settimana, Andrea aveva credito. Ha preso la Juve in Serie B per le colpe di Luciano Moggi, oggi è il presidente più vittorioso nella storia del club con 18 trofei in 10 anni. Nove scudetti di fila e due finali di Champions. Al di là del trauma di non aver vinto le due finali, le cose stavano andando ragionevolmente bene. Ma lui voleva di più. E ora la situazione si è fatta difficile", si legge nell'articolo.

 

 

 

 

 

 

 

Dalla Spagna non vanno tanto per il sottile e rivela anche alcuni retroscena sulla creazione del famigerato torneo: "Andrea Agnelli ha sempre desiderato essere all’altezza della leggenda del suo cognome. La Super League è stata la grande occasione per lasciare il segno. Anche per il prossimo aumento di capitale del club. Coloro che lo conoscono dicono che la famiglia era stata informata dell’operazione e l’aveva approvata. Non ci dovrebbero essere avvicendamenti. L’idea generale in Italia è che Agnelli, che da tempo cospirava segretamente, sia entrato in un’impresa troppo grande anche per il suo cognome. Mentre Florentino Pérez non è stato nemmeno spettinato da quel che è accaduto, al presidente della Juventus potrebbe costare la carriera", chiude El Pais.

 

 

 

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