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Tokyo 2020, le peggiori Olimpiadi di sempre? Coronavirus, contagi, violenze e fughe: verso il disastro

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 Le Olimpiadi non sono ancora iniziate ma a 72 ore dalla cerimonia inaugurale ogni giorno che passa a Tokyo si sommano problemi. I forfeit causa Covid continuano ad essere molti e sempre più illustri (la promessa statunitense del tennis Cori "Coco" Gauff ha annunciato di dover rinunciare per positività), il Villaggio Olimpico è tutt' altro che impenetrabile e il virus è ormai sbarcato nella "super bolla" giapponese. Più di 20 membri della squadra olimpica sudafricana - principalmente giocatori e personale di supporto della squadra di calcio e del rugby - e otto membri del Team GB - sei atleti e due accompagnatori - sono stati posti in rigoroso isolamento dopo un contatto positivo sull'aereo. Anche la Serbia "perde" la delegazione del canottaggio dopo il lungo volo per il Giappone. In totale, dal primo luglio sono 58 i casi di Covid sul territorio nipponico legati all'evento. E anche la spedizione azzurra ha i suoi grattacapi. Ma non è tutto. Perché le "maledette" Olimpiadi nipponiche non sono caratterizzate solo dal virus. Ad esempio, un membro dello staff olimpico di nazionalità uzbeka, è accusato di aggressione sessuale ai danni di una collega giapponese. Nei giorni precedenti erano stati inoltre arrestati quattro elettricisti britannici e statunitensi con imputazioni legate agli stupefacenti. E che dire del compositore Keigo Omayada, al secolo Cornelius, la cui musica è parte fondamentale della colonna sonora della cerimonia d'apertura. Omayada, che oggi ha 52 anni, in un video del 1994 si era vantato di aver umiliato e bullizzato uno studente disabile quando andava a scuola. Il compositore si è scusato ma si è rifiutato di abbandonare il suo ruolo e slegarsi dalle Olimpiadi.

 

 

 

 

 

Nel frattempo, è ancora mistero sulla sorte di Julius Ssekitoleko, un sollevatore di pesi ugandese scomparso dall'area riservata alla sua squadra per gli allenamenti dopo aver lasciato un biglietto nel quale spiegava di voler cercare lavoro nel Paese. Dopo quattro giorni di ricerche, la polizia non è ancora riuscita a localizzarlo. La popolarità dei Giochi, già sottozero, sembra compromessa, e anche gli sponsor iniziano consultare esperti per valutare il danno di immagine che risulta dall'essere collegati ai Giochi. Uno su tutti Toyota, uno sponsor globale, in Giappone ha smesso di trasmettere spot con il logo olimpico e non manderà rappresentanti alla cerimonia di apertura. Il comportamento dei delegati non aiuta. I tg sono pieni di servizi sui casi di membri stranieri delle delegazioni sorpresi a violare il complesso schema di restrizioni imposto loro. In alcune occasioni, gli ospiti sono stati ripresi mentre bevevano al di fuori dell'area riservata. Altro che "rischio zero" annunciato dal n. 1 del CIO Thomas Bach.

 

 

 

 

Ora si rischia anche di compromette le competizioni. I due calciatori sudafricani risultati positivi all'interno del Villaggio Olimpico sono il caso più clamoroso ma tutt' altro che isolato. Sono ormai decine gli atleti che hanno cancellato la loro apparizione o sono stati forzati a un lungo isolamento, a pochi giorni dall'inizio dei Giochi, perché risultati in contatto con una persona positiva o positivi a loro volta. Seiko Hashimoto, presidente del comitato organizzativo, ha assicurato che gli organizzatori avrebbero rafforzato le misure per evitare il peggio. Ma ormai più passa il tempo più si trema.

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