Secondo Corrado Barazzutti, ex capitano azzurro di Coppa Davis, Flavio Cobolli non si deve accontentare di essere entrato per la prima volta in top ten: può ambire tranquillamente alla posizione numero 3 del ranking Atp, alle spalle degli unici "inavvicinabili" di questa generazione, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. E sotto sotto, lo pensa anche Fabio Fognini, grande ex della racchetta azzurra, che è stato un po' il suo scopritore.
"Era il 2020, in pieno periodo Covid - racconta il Fogna al Corriere della Sera -. Alle prese con i tanti infortuni dell'ultima parte della mia carriera, mi trovavo a casa, ad Arma di Taggia. Mi sono chiesto: come potrei aiutare con la mia esperienza i talenti italiani emergenti? All'epoca mi allenavo con Barazzutti a Roma, al campo andavano e venivano due ragazzini promettenti: Flavio Cobolli e Matteo Gigante. In Flavio mi sono subito rivisto: la corsa, la lotta, la faccia da duro in torneo e un cuore d'oro fuori. Un cagnaccio, come me. Ho telefonato a Stefano Cobolli: tuo figlio mi piace, incontriamoci".
Flavio, sottolinea, "è meno irascibile di me, però abbiamo tante cose in comune. Ora che è salito al numero 10, anche la classifica. Il suo successo è una vittoria anche per noi, che l'abbiamo costruito e aiutato come potevamo". E ora può arrivare "lontano", giura Fognini. "È giovane, può crescere tanto. Sinner e Alcaraz restano di un altro livello, Zverev è ancora superiore, ma sotto c'è margine: Djokovic ha la mia età, ormai gioca pochissimo, Auger-Aliassime Flavio l'ha già battuto. Gli altri non sono ingiocabili".
A Cobolli però serve una nuova mentalità, e in fretta. "Quest'anno ha giocato male i due Master 1000 americani. Siamo a Miami, mi dice che vuole andare sulla terra dell'Atp 250 di Bucarest. Gli dico che non sono d'accordo: la trovo una scelta di basso profilo, gli spiego che ora deve pensare in maniera diversa, come i top players. È andato a Montecarlo, poi è decollato: finale a Monaco dopo aver battuto Zverev, quarti a Madrid, finale a sorpresa al Roland Garros. La programmazione, d'ora in poi, dovrà essere mirata: il suo obiettivo stagionale sono le Atp Finals di Torino. Andranno fatte scelte in funzione di quel traguardo. Soprattutto, serve un cambio di mentalità".
Al Roland Garros Cobolli è stato bravo ad approfittare di un tabellone improvvisamente aperto dopo il crollo di Sinner e il ritiro di Arnaldi in semifinale, e "ha gestito bene le settimane parigine. Adesso gli avversari hanno capito di cosa è capace, non sarà più possibile coglierli di sorpresa". "Il difficile arriva adesso - conclude Fognini -: deve pensare a se stesso, fare le cose con calma, puntare in alto. L'ho visto a Parigi dopo la finale, abbiamo festeggiato a pizza e birra con tutti i suoi amici. Ho ancora qualcosina da dirgli: io vado ad Arma, Flavio a Firenze a trovare la nonna, ci faremo una bella chiacchierata viaggiando. Quando entri nei top 10 non puoi più pensare come pensavi prima".