CATEGORIE

Mondiali 2026, Renard minaccia i giocatori della Tunisia: "Sapete cosa succede se andiamo a casa ora"

giovedì 18 giugno 2026

4' di lettura

"Quando mi hanno contattato, non ho esitato un secondo". Hervé Renard sa come guidare una nazionale al Mondiale. Dopo aver partecipato alla rassegna iridata con il Marocco nel 2018 e con l'Arabia Saudita nel 2022, il tecnico francese nativo di Aix-les-Bains si prepara a guidare la Tunisia, che lo ha ingaggiato dopo l'esonero in corsa di Sabri Lamouchi a seguito della sconfitta per 5-1 con la Svezia all'esordio.

"Nel calcio, finché c'è vita, c'è speranza. Inoltre, è un Mondiale, è qualcosa di eccezionale. Conosco la passione che circonda questo evento, ed è questo che mi ha motivato a venire. È una sfida non facile, ma è una sfida stimolante", ha aggiunto il Ct che si prepara a sfidare Giappone (21 giugno, ore 6) e Olanda (26 giugno, ore 1) nel girone L. Durante la conferenza stampa di presentazione, Renard ha voluto rendere omaggio al suo predecessore: "Conosco Lamouchi personalmente e, quando succede una cosa del genere a un allenatore, mi metto sempre nei suoi panni perché l'ho vissuto anch'io nella mia carriera e fa molto male. Dobbiamo rendergli omaggio. È lui che si è assunto la responsabilità di quella sconfitta e sono sicuro che i giocatori lo sappiano e provino dispiacere per lui".

Sui social, poi, è stato pubblicato il suo discorso ai giocatori. Parole franche, schiette, dirette. E una frase, in particolare, apre gli occhi sul "clima" che si respira intorno alla Nazionale nordafricana, forse la peggiore vista sin qui in questo Mondiale alla pari della decisamente meno quotata Curaçao (travolta 7-1 dalla Germania): "Lo sapete che oggi, se tornassimo a casa, sapete cosa succederebbe. Sono tutti arrabbiati".

Il 57enne Renard ha fama di "mago del calcio africano", anche grazie ai successi in Coppa d'Africa con lo Zambia nel 2012 e la Costa d'Avorio nel 2015. "Adesso bisogna andare avanti, perché nel calcio non c'è tempo da perdere – esordisce davanti alla squadra –. Quindi bisogna ritrovare la carica. So che è dura. Arriviamo qui con le gambe pesanti, ancora un po' più pesanti del solito, perché fa male alla testa. Abbiamo giocato, sappiamo cosa significa, ma quando si è professionisti bisogna saper reagire. Io ho riguardato ancora la vostra partita mentre venivo qui. Non è tutto da buttare. Non è che perché il punteggio, a volte… non sempre riflette l'andamento della partita".

Il problema non è la tenuta difensiva, nelle qualificazioni mondiali il punto forte della Tunisia. "Il problema è un altro. Il problema è che bisogna darsi una mossa. Oggi bisogna darsi una mossa. Perché vi ho sentiti un po' molli nei duelli, eravate un po' in ritardo. Siamo un po' in ritardo, si commette un fallo, involontario o volontario che sia, ma vi è mancato il dinamismo. Bisogna essere nelle migliori condizioni possibili per questa seconda partita". 

Quindi un richiamo alla maglia: "Sapete che c'è della gente, lo sapete perfettamente, c'è della gente che si è messa in viaggio per venire fin qui. Sapete quanto hanno speso per venire a tifarvi? Allora, questo è un discorso l'avete già sentito, lo so, ve lo ripeteremo, ma è la verità. Lo sapete che oggi, se tornassimo a casa, sapete cosa succederebbe. Se tornassimo oggi in patria, lo sapete. Lo sapete cosa succederebbe. Sì, perché sono tutti arrabbiati. È normale. Non possiamo mica dire che non abbiano ragione, dopotutto. Non possono avere torto. È la patria, è la nazione".

"Inevitabilmente, quando si sbaglia la prima partita con uno scarto così grande, c'è gente che reagisce male. Sì, ma questo bisogna prenderlo di petto, bisogna affrontarlo. Bisogna essere forti per reagire. Ci andiamo perché siamo a un Mondiale e bisogna darsi una mossa perché è un torneo fantastico, perché – come me, che ero davanti al mio televisore perché un mese fa ho preso una batosta e guardavo lo schermo, ragazzi – non potete nemmeno immaginare cosa significhi. Quindi avete la fortuna di essere qui. Forza ragazzi, dai, seconda partita, rimettiamo le cose a posto. E la parola d'ordine è: siamo uniti. Io non sono qui per fare quello che ho voglia di fare. Sono qui per fare ciò che la squadra chiede di fare".

tag
herve renard
tunisia
lamouchi
mondiali 2026

Mondiali 2026 Lele Adani, la bordata di Riccardo Cucchi: "Non deve dare lezioni"

Lo sconfitto Toro seduto: l'errore fatale di Scaloni

Immagini virali Spagna-Argentina, la frase di Leo Messi scatena i complottisti: "Volevano perdere"

Ti potrebbero interessare

Lele Adani, la bordata di Riccardo Cucchi: "Non deve dare lezioni"

Lorenzo Pastuglia

Toro seduto: l'errore fatale di Scaloni

Fabrizio Biasin

Spagna-Argentina, la frase di Leo Messi scatena i complottisti: "Volevano perdere"

Lorenzo Pastuglia

Spagna campione del mondo, la festa con i tifosi a Madrid

Sara Curtis, "mai come Sinner": la bordata contro i calciatori "ignoranti e arroganti"

Sara Curtis senza filtri. A vent’anni, che compirà domani, mercoledì 19 agosto, la giovane azzurra n...
Lorenzo Pastuglia

Yael Trepy si è svegliato dal coma: le sue condizioni e i prossimi passi

Migliorano le condizioni dell'attaccante del Cagliari Yael Trepy, ricoverato in Terapia intensiva al Santissima Annu...
Redazione

Jannik Sinner, la confessione di Djokovic: "Non potevo non esserlo..."

Jannik Sinner è forse il tennista che si avvicina di più al modo di giocare di Novak Djokovic. Anche se al...
Redazione

Juventus, il tifoso invade il campo: entrata killer su Gatti

L’entusiasmo dei tifosi rischia di trasformarsi in un problema quando supera il limite. È successo durante ...
Lorenzo Pastuglia