Il caso scoperchiato da Libero ha dato un’altra mazzata alla retorica anti-allarmista della sinistra, secondo cui figurarsi se esiste una correlazione tra barconi e terrorismo. Tutte favole per i soloni progressisti. Peccato però che la realtà, come sempre, li smentisca sonoramente. La vicenda di Jabbari Charfeddine Ben Mouldi Ben Abbassi, 32 anni, tunisino, sbarcato nel luglio del 2025 a Pantelleria per poi finire nel mirino dell’intelligence italiana ed essere rimpatriato lunedì scorso con un volo Roma Fiumicino-Tunisi, è lì a dimostrarlo. E il centrodestra picchia duro.
«La principale forma di penetrazione del fondamentalismo islamico radicale in Italia e in Europa rimane l’immigrazione illegale, clandestina, di massa, selvaggia, senza regole. Solo la sinistra ha sempre negato che sui barconi che attraversavano il mediterraneo potessero esserci radicalizzati e potenziali terroristici», commenta il leghista Nicola Molteni, sottosegretario agli Interni, ricordando l’episodio emblematico di Anis Amri, anche lui tunisino, il terrorista che nel 2016 aveva falciato la folla ai mercatini natalizi di Berlino, lasciando sull’asfalto 13 morti e 56 feriti. Amri era arrivato a Lampedusa con un barcone. «Questo governo grazie alla Lega non farà mai passi indietro nella lotta all’immigrazione illegale.
Oltre 20mila rimpatri in tre anni e l’espulsione di 250 soggetti radicalizzati pericolosi per la sicurezza nazionale. L’approccio ideologico della sinistra all’immigrazione è stata una sciagura per il nostro Paese. Da Salvini ministro in poi e oggi con Piantedosi l’Italia è tornata a difendere confini e frontiere», sottolinea Molteni.
Sara Kelany, deputata e responsabile del Dipartimento Immigrazione di Fratelli d’Italia, attacca la sinistra che «ha volutamente e strumentalmente minimizzato il tema, perché non torna utile ad una narrazione buonista e immigrazionista». Una minimizzazione «molto pericolosa, perché impatta direttamente sulla sicurezza dei cittadini: fortunatamente questo governo ha mostrato in questo caso specifico prontezza di intervento». Per quanto riguarda i Cpr, ovvero i Centri di permanenza per i rimpatri da sempre osteggiati da Pd e compagni, «l’approccio del governo è l’unico capace di restituire ai cittadini sicurezza, perché qui vengono trattenuti migranti pericolosi ai fini dei rimpatri: mi chiedo come possano le sinistre invocare più sicurezza e poi chiedere lo smantellamento delle strutture necessarie a garantirla, di fatto volendo che vengano rimessi in libertà soggetti con curricula criminali da far rabbrividire», chiude Kelany.
Dal primo gennaio al 22 maggio, numeri del Viminale alla mano, gli sbarchi sono più che dimezzati rispetto al 2024: 9.934 arrivi contro 19.251. Nel 2025 erano stati 21.772. Per quanto riguarda i minori non accompagnati, 1.829 arrivi quest’anno: una stretta fortissima rispetto al 2025 (12.177) e al 2024 (8.752).