"Colpite navi posamine iraniane a Hormuz", ma sale prezzo del greggio
Roma, 12 mar. (askanews) - Le forze statunitensi hanno colpito 28 navi posamine iraniane. Lo afferma il presidente americano Donald Trump, mentre Teheran cerca di bloccare lo Stretto di Hormuz al traffico petrolifero nel mezzo della guerra in Medio Oriente.
"Loro - ha detto riferendosi all'Iran - hanno iniziato a parlare di mine, quindi abbiamo colpito 28 navi posamine in questo momento, 28, usando la stessa arma che usiamo contro gli spacciatori di droga in acqua", ha affermato mercoledì Trump ai giornalisti durante una visita a Cincinnati, Ohio, un giorno dopo che l'esercito americano ha indicato la distruzione di 16 navi posamine.
Secondo Reuters, che cita fonti dell'Amministrazione Trump, l'Iran avrebbe posato una dozzina di mine nello Stretto di Hormuz, la via d'acqua attraverso cui transita un quinto del petrolio mondiale e che rimane chiusa a quasi tutte le petroliere; Teheran ha promesso che non verrà esportato un solo litro di petrolio dal Golfo finché Stati Uniti e Israele non metteranno fine alla loro campagna contro la Repubblica islamica.
Intanto non accenna a rallentare la crescita dei prezzi del greggio nonostante il rilascio record di riserve strategiche di emergenza per 400 milioni di barili deciso l'11 marzo dai 32 paesi aderenti all'Aie. Il blocco dello Stretto di Hormuz con la minaccia delle mine e gli attacchi verificatisi mercoledì a tre mercantili che hanno provato a forzare il blocco, pesa molto di più sulle quotazioni. Il Brent è oltre i 98 dollari al barile negli scambi sui mercati asiatici (98,12 dollari al barile, +6,75%), mentre il Wti (West Texas Intermediate) a quota 92,91 dollari (+6,49%).