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Trump e l'Iran annunciano un accordo "da finalizzare"

di TMNews domenica 24 maggio 2026
2' di lettura

Roma, 24 mag. (askanews) - Stati Uniti e Iran hanno annunciato di essere arrivati a un accordo che - se finalizzato - metterebbe fine in modo permanente alle ostilità fra loro. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scritto in un lungo post sul suo social "Truth" di aver avuto proficue telefonate con diversi leader fra cui quelli di Arabia Saudita, paesi del Golfo, Pakistan, e Turchia, riguardo all'Iran e "a tutto ciò che concerne un protocollo d'intesa relativo alla pace. È stato negoziato in gran parte un accordo, in attesa di essere messo a punto" da Stati Uniti, Iran e gli altri paesi. Trump ha scritto di aver sentito separatamente il premier israeliano Benjamin Netanyahu e ha puntualizzato che fra gli altri risultati dell'accordo vi sarebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Elementi in parte simili sono stati riferiti alla Tv iraniana dal portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baqaei: "La nostra intenzione iniziale era quella di redigere un protocollo d'intesa, una sorta di accordo quadro, composto da 14 clausole. Tale protocollo d'intesa affronterà i punti essenziali per porre fine alla guerra imposta, nonché le questioni fondamentali per noi. Entro un periodo ragionevole compreso tra i 30 e i 60 giorni, si discuteranno i dettagli di tali punti e si giungerà infine alla conclusione di un accordo definitivo. Attualmente siamo nelle fasi finali della stesura di questi protocolli d'intesa".

Trump aveva minacciato a più riprese negli ultimi giorni una ripresa dei bombardamenti contro l'Iran se non fosse stato raggiunto un accordo.

Il Pakistan, che ha avuto finora un ruolo importante come mediatore, ha commentato per bocca del suo primo ministro Shehbaz Sharif, congratulandosi con Trump per i suoi "sforzi straordinari per arrivare alla pace", aggiungendo che il Pakistan "continuerà i suoi sforzi per la pace con la massima sincerità e spera di ospitare il prossimo round negoziale molto presto".

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Uomo spara fuori dalla Casa Bianca, ucciso dal Secret service

Roma, 24 mag. (askanews) - La polizia e le forze di sicurezza hanno circondato la Casa Bianca a Washington dopo che un uomo ha esploso colpi di arma da fuoco verso gli agenti. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si trovava in quel momento all'interno, impegnato a negoziare un accordo con l'Iran. La polizia ha isolato l'accesso alla Casa Bianca. Secondo un alto funzionario dell'amministrazione citato da Fox News un uomo armato si è avvicinato al lato ovest del compound e ha sparato tre colpi. Gli agenti del secret service, responsabili della sicurezza presidenziale, hanno risposto al fuoco e colpito l'uomo uccidendolo, mentre un passante è stato colpito durante lo scontro a fuoco e sarebbe secondo i media Usa in condizioni critiche. L'attentatore non ha mai violato il perimetro di sicurezza della Casa Bianca.

L'uomo è stato identificato come Nasire Best, 21 anni, secondo quanto riferito alla Cnn che ha citato tre fonti. Best aveva già avuto precedenti con il secret service, tra cui un episodio risalente al giugno 2025 in cui aveva bloccato una corsia d'accesso alla Casa Bianca. Dopo aver affermato di essere Dio , era stato fermato e ricoverato presso un Istituto psichiatrico di Washington.

Trump è stato già oggetto di tre tentativi di omicidio, l'ultimo dei quali è avvenuto il 25 aprile, quando un uomo armato ha fatto irruzione in un posto di controllo di sicurezza in un hotel dove Trump stava partecipando a un gala per i media, ma è stato fermato prima di potersi avvicinare alla sala. Nel luglio 2024, Trump è stato preso di mira durante un comizio elettorale a Butler, in Pennsylvania. Un uomo armato ha sparato diversi colpi, uccidendo un membro del pubblico e ferendo leggermente all'orecchio l'allora candidato. Pochi mesi dopo, un altro uomo armato è stato arrestato su un campo da golf di West Palm Beach dove Trump stava giocando una partita.

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Caseifici Aperti, il Parmigiano accoglie il pubblico

Noceto, 23 mag. (askanews) - Torna 'Caseifici Aperti', l'appuntamento promosso dal Consorzio del Parmigiano Reggiano in programma sabato 23 e domenica 24 maggio. Dopo il successo dello scorso anno, che aveva richiamato oltre 30 mila visitatori, saranno ben 53 i caseifici coinvolti nelle cinque province del comprensorio Dop: Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova e Bologna. Per due giorni il pubblico potrà entrare nel cuore della produzione del Parmigiano Reggiano, assistere dal vivo alla nascita delle forme, visitare stalle e magazzini di stagionatura, partecipare a degustazioni guidate e pranzi nei caseifici.

L'intervista a Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano DOP: "Caseifici Aperti è un'iniziativa che il Consorzio del Parmigiano Reggiano fa dal 2012 ed oggi è centrale nella strategia di marca del Parmigiano Reggiano. Perché? Perché vivere un'esperienza in caseificio, quindi entrare in queste cattedrali del formaggio, parlare con il casaro, vedere gli allevamenti. Questa situazione esperienziale fa capire perché il Parmigiano Reggiano è molto di più di un pezzo di formaggio e questo diventa centrale guardando al futuro, all'internazionale, all'estero. Il Parmigiano Reggiano diventerà un luogo da visitare, una meta turistica, perché solo così si capisce perché il Parmigiano Reggiano è insostituibile".

In calendario anche numerosi eventi speciali tra musica dal vivo, laboratori per bambini, spettacoli, aperture delle forme e persino sessioni di fitness in caseificio, il nuovo "Caseifit". Grande novità del 2026 sarà il debutto dell'evento OFF ai Giardini Margherita di Bologna, con cooking show dedicati alla tradizione emiliana, degustazioni e navette dirette verso i caseifici del territorio bolognese. Il Consorzio punta così a rafforzare il turismo legato alla Dop e al territorio, con l'obiettivo di arrivare a 300 mila visitatori entro il 2029 in un momento non semplice per l'economia mondiale che vede l'export italiano, però, a grandi livelli.

Ancora un commento di Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano DOP: "Il Parmigiano Reggiano è molto di più di un pezzo di formaggio, è un emblema dell'Italia, del made in Italy, in un mondo che sta consumando sempre più Italiano, 74 miliardi di euro l'export alimentare italiano e il turismo, che è il 13% del PIL di questo paese, che vede nel percorso gastronomico una delle ragioni per le quali un turista straniero viene in Italia. Guardando al futuro sarà l'internazionale il luogo dove vedere il nostro sviluppo".

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Arabia Saudita, Lepore (MSDesk Italy): paese in forte fermento

Roma, 23 mag. - L'Arabia Saudita si conferma un mercato strategico per le imprese italiane, anche in una fase segnata da tensioni nell'area del Golfo. È il messaggio lanciato da Giuseppe Lepore, Presidente di MS Desk Italy, in occasione del workshop "Presentazione opportunità per le imprese del Lazio. L'Arabia Saudita e gli strumenti di supporto all'internazionalizzazione per le imprese", organizzato presso l'Auditorium WEGIL di Roma in collaborazione con Lazio Innova.

All'incontro, dedicato alle opportunità di investimento e agli strumenti di supporto per l'export e l'internazionalizzazione, hanno preso parte rappresentanti di Lazio Innova, Saudi EXIM Bank, SIMEST, CDP, SACE e del sistema istituzionale italiano e saudita.

"Abbiamo voluto organizzare questo incontro in un momento particolarmente delicato per l'area del Golfo proprio per dimostrare come l'Arabia Saudita sia oggi un Paese in forte fermento, capace di offrire grandissime opportunità alle imprese italiane", ha dichiarato Giuseppe Lepore, Presidente di MS Desk Italy. "Grazie all'impegno delle istituzioni italiane e saudite si possono realizzare progetti importanti e portare sviluppo per entrambi i Paesi. MS Desk Italy vuole essere un ponte tra queste due grandi realtà, accompagnando sempre più imprese italiane nel Regno dell'Arabia Saudita"

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Ebola, "il rischio maggiore è toccare i cadaveri"

Bunia (Repubblica Democratica del Congo), 23 mag. (askanews) - Nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc) il rischio di contagio da Ebola è ormai "molto elevato", secondo l'Oms, con oltre 750 casi sospetti e più di 177 morti sospette. Ma anche se il virus si propaga in modo relativamente rapido soprattutto nelle due province orientali più colpite, Nord Kivu e Sud Kivu, le sue modalità di contagio non sono paragonabili a quelle di virus respiratori come influenza o covid.

Di fatto, spiega il dottor Isaac Kitenge, responsabile per la gestione dell'emergenza ebola del ministero della Salute della Rdc, il rischio maggiore è quello legato ai contatti con i cadaveri: "Un malato di Ebola è meno pericoloso di un decesso da Ebola, perché il virus Ebola è un virus vivo. Quando la persona è malata, il virus vive al suo interno". "Ma - prosegue - quando si verifica un decesso, le cellule interne muoiono e il virus riemerge e rimane nella zona periferica. Ciò significa che chiunque tocchi il corpo viene inevitabilmente contagiato. Pertanto, per proteggere la popolazione, vietiamo qualsiasi contatto con i cadaveri. Solo le persone addestrate possono toccarli, e non chiunque. La famiglia ha il diritto di vedere, ma non ha il diritto di toccarlo"

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