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Fnm, Erba: 55 mln per 5 impianti rifornimento idrogeno in Lombardia

di TMNews martedì 9 giugno 2026
2' di lettura

Milano, 9 giu. (askanews) - "Il gruppo Fnm ha deciso alcuni anni fa di investire per l'introduzione dell'idrogeno nel settore della mobilità, in particolare lungo le infrastrutture che gestisce, tra cui le tangenziali di Milano e l'autostrada A7 verso Genova". Lo ha detto Stefano Erba, Direttore strategie e sviluppo di Fnm, a margine della presentazione della Bmw iX5 a idrogeno nella sede di Bmw Italia a San Donato Milanese.

"Da questo punto di vista - ha spiegato - Fnm ha realizzato un progetto che prevede, per un investimento di 55 milioni di euro, cinque impianti di rifornimento di idrogeno sulle : due in Tangenziale Est a Carugate, uno in Tangenziale Ovest a Rho e due sull'A7 a Tortona, quindi molto vicino al porto di Genova".

"Questi impianti sono in apertura. In particolare, i due impianti di Rho e di Tortona in direzione Milano sono stati aperti sabato scorso, mentre i restanti tre impianti a Carugate e a Rho in direzione Genova verranno aperti entro i primi giorni del mese di luglio".

"Questo consentirà di porre la regione milanese e tutto il sistema logistico ad essa afferente al centro di un sistema di mobilità a idrogeno, in grado di collegare l'est e l'ovest dell'Europa, ma anche il porto di Genova verso i mercati della Svizzera e della Germania, che sono naturali mercati per il porto di Genova, supportando anche per questa via lo sviluppo economico e sociale dei territori attraversati".

"Le stazioni hanno una capacità di una tonnellata al giorno, che vuol dire rifornire mediamente tra i 40 e i 50 veicoli pesanti, oppure ovviamente un numero molto maggiore di veicoli leggeri. In questo momento, come Fnm, non prevediamo di realizzare altri impianti di rifornimento, perché la scelta è stata quella di realizzare impianti al servizio delle infrastrutture stradali che gestiamo, ovvero le tangenziali di Milano e l'autostrada A7 Milano-Genova".

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"E' una partnership estremamente importante per noi perché il tema della sostenibilità e della transizione digitale sono assolutamente temi attuali, perchè garantiscono e consentono alle aziende, in particolare alle piccole e medie imprese, di cogliere questa grande opportunità - ha spiegato -. Non bisogna considerare la sostenibilità e la transizione digitale come un obbligo normativo, neanche come un'opzione, ma come un driver per la crescita delle aziende. Rina ha inteso cogliere l'opportunità di costruire questa partnership con Simest proprio perché ritiene di poter mettere a disposizione delle imprese la propria competenza tecnica, la propria capacità di supportare le imprese nel cogliere le opportunità di finanziamento e Simest rappresenta un campione nazionale nel consentire alle aziende di promuovere i propri progetti di internazionalizzazione supportandoli con risorse, perché è vero - ha concluso - che le aziende italiane non hanno mai avuto difficoltà a cogliere le opportunità di innovazione, ma hanno bisogno di risorse e Simest insieme a Rina sono sicuramente due partner strategici in questo senso".

L'accordo rientra nel progetto Filiere d'Impatto, promosso da Simest per sostenere la competitività delle imprese delle filiere dei champion nazionali, come spiega Carolina Lonetti, direttore export e finanza agevolata di Simest. "Il progetto Filiere d'Impatto nasce con la volontà, con l'obiettivo di utilizzare la finanza pubblica in complementarità con la finanza privata a servizio dello sviluppo di filiere industriali - ha spiegato -. A più di un anno dalla partenza del progetto abbiamo sottoscritto 14 accordi di filiera con altrettanti champion, intercettato interesse per finanza agevolata a supporto di progetti di investimento in Italia all'estero da parte di oltre 1500 aziende e stipulato oltre 500 contratti di finanziamento per 300 milioni".

Per creare un circolo virtuoso capace di trainare la crescita dell'intera catena produttiva diventa fondamentale il ruolo delle imprese capofila delle filiere. "Oggi nel corso dell'evento Rina faranno una testimonianza i nostri partner Fincantieri ed Enel, che sono state tra le prime aziende ad aderire al progetto", ha sottolineato Lonetti. "Il partner è fondamentale in questo percorso: ha una funzione di ingaggio, ha una funzione di guida per le imprese in quanto nella maggior parte dei casi il problema delle pmi non è tanto quello di accedere alla finanza - fondi pubblici ne esistono in abbondanza, come anche molte delle imprese con cui noi parliamo sono aziende solide e di valore -, il problema fondamentale è quello di fare delle scelte strategiche che vadano nella direzione di uno dello sviluppo del paese e dei territori".

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