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Bmw, Olivi: idrogeno nuova frontiera dell'apertura tecnologica

di TMNews martedì 9 giugno 2026
1' di lettura

Milano, 9 giu. (askanews) - "L'approccio dell'apertura tecnologica è quello che ci ha consentito in questi anni di avere performance di mercato importanti, di mantenere la leadership nel segmento premium e di raggiungere tutti gli obiettivi di CO2. Anche nel 2025 abbiamo centrato i target senza dover dilazionare su tre anni l'obiettivo o acquistare crediti verdi da altri player". Lo ha detto Roberto Olivi, Direttore Comunicazione di Bmw Italia, a margine della presentazione della Bmw iX5 a idrogeno nella sede di Bmw Italia a San Donato Milanese. La nuova Bmw iX5 sarà prodotta sulla piattaforma Neue Klasse nello stabilimento del gruppo a Steyer in Austria dal 2028.

"Questo è stato possibile grazie alla nostra apertura tecnologica e agli investimenti importanti fatti, oltre 45 miliardi di euro negli ultimi sei anni, per sviluppare i motori tradizionali, ma anche i motori ibridi plug-in, elettrici. L'idrogeno rappresenta la nuova frontiera".

"Con la nuova generazione della Bmw iX5 aggiungeremo la quinta motorizzazione disponibile sul mercato: una soluzione che combinerà la capacità dell'idrogeno di alimentare il motore elettrico con la tecnologia delle fuel cell, offrendo un'autonomia importante, superiore ai 600 chilometri, e la possibilità di rifornire in meno di cinque minuti".

"Quindi grande percorrenza, facilità di utilizzo paragonabile a quella dei motori diesel e benzina e un'ulteriore aggiunta che va ad arricchire l'offerta di motorizzazioni da parte del gruppo Bmw".

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"La maggior parte degli abitanti ha evacuato il quartiere, alcuni stanno ancora preparando le loro cose per partire, mentre altri se ne sono già andati. La zona è ora vuota al 99% circa", racconta Walid al-Tawil.

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"E' una partnership estremamente importante per noi perché il tema della sostenibilità e della transizione digitale sono assolutamente temi attuali, perchè garantiscono e consentono alle aziende, in particolare alle piccole e medie imprese, di cogliere questa grande opportunità - ha spiegato -. Non bisogna considerare la sostenibilità e la transizione digitale come un obbligo normativo, neanche come un'opzione, ma come un driver per la crescita delle aziende. Rina ha inteso cogliere l'opportunità di costruire questa partnership con Simest proprio perché ritiene di poter mettere a disposizione delle imprese la propria competenza tecnica, la propria capacità di supportare le imprese nel cogliere le opportunità di finanziamento e Simest rappresenta un campione nazionale nel consentire alle aziende di promuovere i propri progetti di internazionalizzazione supportandoli con risorse, perché è vero - ha concluso - che le aziende italiane non hanno mai avuto difficoltà a cogliere le opportunità di innovazione, ma hanno bisogno di risorse e Simest insieme a Rina sono sicuramente due partner strategici in questo senso".

L'accordo rientra nel progetto Filiere d'Impatto, promosso da Simest per sostenere la competitività delle imprese delle filiere dei champion nazionali, come spiega Carolina Lonetti, direttore export e finanza agevolata di Simest. "Il progetto Filiere d'Impatto nasce con la volontà, con l'obiettivo di utilizzare la finanza pubblica in complementarità con la finanza privata a servizio dello sviluppo di filiere industriali - ha spiegato -. A più di un anno dalla partenza del progetto abbiamo sottoscritto 14 accordi di filiera con altrettanti champion, intercettato interesse per finanza agevolata a supporto di progetti di investimento in Italia all'estero da parte di oltre 1500 aziende e stipulato oltre 500 contratti di finanziamento per 300 milioni".

Per creare un circolo virtuoso capace di trainare la crescita dell'intera catena produttiva diventa fondamentale il ruolo delle imprese capofila delle filiere. "Oggi nel corso dell'evento Rina faranno una testimonianza i nostri partner Fincantieri ed Enel, che sono state tra le prime aziende ad aderire al progetto", ha sottolineato Lonetti. "Il partner è fondamentale in questo percorso: ha una funzione di ingaggio, ha una funzione di guida per le imprese in quanto nella maggior parte dei casi il problema delle pmi non è tanto quello di accedere alla finanza - fondi pubblici ne esistono in abbondanza, come anche molte delle imprese con cui noi parliamo sono aziende solide e di valore -, il problema fondamentale è quello di fare delle scelte strategiche che vadano nella direzione di uno dello sviluppo del paese e dei territori".

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