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Corea del Nord, l'analista americano: "Guerra da un milione di morti in un giorno, la più sanguinosa mai vista"

La guerra in Corea del Nord è imminente, circondata da illusioni e sottovalutazioni. Sia Pyongyang sia Washington, spiega il giornalista e analista americano Nicholas Kristof su Repubblica, non sembrano aver compreso appieno il potenziale devastante del conflitto: "Una guerra - spiega - che potrebbe essere più sanguinosa di qualsiasi guerra americana a cui abbia assistito. Secondo una stima, solo nel primo giorno potrebbero morire 1 milione di persone". L'obiettivo del presidente americano Donald Trump e del suo staff, sottolinea Kristof, è inverosimile: la denuclearizzazione di Kim Jong-un e del suo regime. Il guaio è che anche lo strumento delle sanzioni risulta inefficace, dal momento che già in passato l'ultima dittatura autenticamente comunista della Terra non ha battuto ciglio facendo morire per fame e carestia il 10% della sua popolazione.  "Durante la mia recente visita in Corea del Nord - ammette Kristof, volto di punta di Cnn e due volte vincitore del Pulitzer - , i funzionari hanno ripetutamente affermato che con i loro bunker e i loro tunnel, e con la loro capacità di contrattaccare, non solo potrebbero sopravvivere a una guerra nucleare con gli Stati Uniti, ma addirittura la vincerebbero". Illusione, così come quella dall'altra parte della barricata, con i vertici americani convinti di poter spazzare via i coreani in una manciata di ore e con un attacco ben assestato. Ma quando la macchina della guerra è avviata, risulta sempre più difficile fermarla.

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