L'Abitacolo

La renziana Bonafè: "Sono le banche che tassano, mica noi..."

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Andrea Tempestini

“Se le banche dovessero trasferire sui clienti le tasse che abbiamo messo per finanziare la manovra sugli 80 euro, si dovranno prendere le loro responsabilità. Certo non siamo noi ad avere aggravato i costi dei conti correnti bancari”. Lo sostiene partecipando a L'Abitacolo - web trasmissione di Libero - la renziana Simona Bonafè, capolista del Pd nell'Italia centrale per l'elezione al parlamento europeo. Per quello che riguarda invece la tassazione dei capital gain estesa anche agli interessi sul conto corrente la Bonafè sostiene che sia “poca cosa. Io ad esempio non so nemmeno quale interesse mi dia la mia banca”. In ogni caso per finanziare gli 80 euro “il grosso comunque viene dalla tassazione delle grande rendite. Da tagli di spesa. Come le auto blu che hanno un valore simbolico: con quelle diciamo che noi per primi ci mettiamo in discussione. Altrimenti non saremmo credibili. C'è chi dice che vuole cambiare l'Italia, come il Movimento 5 stelle, e poi non vota quello che facciamo noi”. Nella chiacchierata la Bonafè parla anche della riforma di palazzo Madama: “Se il Senato”, dice, “ non deve più votare la fiducia al presidente del Consiglio né le leggi di bilancio, non ha senso che sia eletto. Magari si aprirà a una elezione di secondo grado. Elezione diretta no, altrimenti cade tutta l'impalcatura”. Infine un accenno anche a quanto avvenuto nella finale di coppa Italia all'Olimpico di Roma: “Matteo Renzi ha fatto bene a restare, era il capo del governo e non poteva fuggire. E' sembrato incerto sul da farsi? A me no. Era il Renzi di sempre. Quello che guida un governo da tre mesi, e l'elenco delle cose fatte è già lungo”. di Franco Bechis @FrancoBechis