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lo studio britannico

Coronavirus, termoscanner negli aeroporti italiani: perché sono inefficaci

6 Febbraio 2020

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In risposta all'allarme coronavirus, i termoscanner sono approdati negli aeroporti italiani di Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Cagliari. Serviranno a rilevare la temperatura corporea dei passeggeri in arrivo, per individuare casi sospetti di contagi. Ma il London School of Hygiene and Tropical Medicine, centro di ricerca britannico, ha sollevato dubbi sulla reale utilità dei termoscanner. Lo studio, riportato dall'edizione cartacea de Il Fatto Quotidiano, ha dimostrato che su 100 casi di malati solo 8 verrebbero individuati dal termoscanner nell'area "arrivi"; 43 al momento della partenza e tutto il resto (49) passerebbero i controlli. La ragione? Presto detto.

Per approfondire leggi anche: Coronavirus, la Cina trova due farmaci ma l'Oms non ci crede: "Non esistono trattamenti efficaci"

Il passeggero potrebbe aver già contratto il virus, ma non presentare sintomi. La febbre è, infatti, il primissimo sintomo del coronavirus, il cui periodo medio di incubazione è stimato in 5 giorni. "I soggetti potrebbero anche presentare un'infezione asintomatica, dunque vi sono forti dubbi sull'efficacia dei termoscanner", ha affermato Billy Quilty, ricercatore della London School. Tuttavia le modalità di utilizzo del termoscanner sono coerenti con le indicazioni dell'Oms, che ha escluso l'infettività dei soggetti che non presentano sintomi.

Fonte: Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev

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