L'editoriale

Pietro Senaldi contro il governo: "Vaccinati messi in gabbia, perché siamo noi i veri discriminati"

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In Italia abbiamo ormai quasi il 90% di popolazione vaccinata, anche se sulla terza dose andiamo un po' più lenti e siamo scesi al 13esimo posto.  "Che è esattamente - e casualmente - quello in cui ci aveva lasciato il commissario Arcuri prima di essere rimosso per inefficienza", tuona Pietro Senaldi, condirettore di Libero, nel suo video editoriale di oggi. "Ciononostante il nemico numero uno continuano ad essere i no vax". "Giusto che sia così", continua il direttore che però si chiede perché il "governo che si batte affinché tutti siano vaccinati, tratta i vaccinati esattamente come i no vax". "I veri reclusi dell'Italia di oggi", puntualizza Senaldi, "sono i vaccinati, ovvero tutti coloro che hanno seguito pedissequamente le indicazioni del governo adesso si trovano a casa senza nessun motivo per preservare altri vaccinati da una variante omicron che ha un tasso di letalità pari a quella dell'influenza". Prosegue Senaldi: "Abbiamo fatto vaccinare i bambini da 6 a 11 anni, ma adesso un bambino vaccinato deve stare a casa se due compagni di classe sono positivi". "Ma perché? Visto che il papà può andare al lavoro se ha due colleghi positivi o se il fratello maggiore può andare a scuola con due compagni positivi: i bambini sono tra i reclusi. Addirittura il bambino può andare a scuola se il papà è positivo, ma non se lo sono due compagni di classe". Conclude Senaldi: "Dopo averci vaccinati tutti, forse il governo dovrebbe anche cercare di non doverci, come effetto collaterale, saltare i nervi imponendoci delle clausure che francamente non hanno molto senso".