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Quirinale, perché i primi tre scrutini si sono conclusi con un nulla di fatto

Anche il terzo scrutinio per eleggere il successore di Sergio Mattarella, il cui mandato scadrà il prossimo 3 febbraio, è terminato con un nulla di fatto. In queste elezioni, l’asticella era fissata a 673 voti su 1.009. Le prime tre votazioni sono da sempre più complicate: richiedono infatti un quorum alto, pari a due terzi degli aventi diritto. Da oggi invece è necessaria la maggioranza assoluta dei grandi elettori, ovvero 505 preferenze. Fino a ora, se si escludono le schede bianche, il candidato più votato è stato l’attuale presidente Sergio Mattarella, che allo scrutinio di ieri ha raccolto 125 preferenze, seguito da Guido Crosetto, candidato proposto da Fratelli d’Italia: il suo nome è stato letto 114 volte dal presidente della Camera Roberto Fico. Il terzo nome più votato è stato Paolo Maddalena, vicepresidente della Corte Costituzionale tra il 2010 e il 2011, noto per le sue posizioni euroscettiche e conservatrici su temi come l’aborto e le unioni civili: al terzo scrutinio ha ricevuto 62 preferenze.

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