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Terraverso, Turci: "Donnarumma e il furto della Juve, vi dico tutto"

Ospite di Terraverso oggi è Luigi Turci, ex portiere, grigiorosso prima, poi dell’Udinese dal 1996 al 2002 e della Sampdoria, fino al 2005. “Aveva ragione il poeta Umberto Saba quando scriveva della solitudine del portiere”, dice lo sportivo, “perché sei solo a prendere decisioni, a gestire le situazioni. E il ruolo non permette di nascondersi: il portiere deve dimostrare coraggio così da dominare lo stadio. Il portiere ha un ruolo romantico”. Dopo la morte di Gianluca Vialli, Dino Baggio ha parlato di sostanze che venivano somministrate ai calciatori in quegli anni, che cosa ne pensa, chiede Ignazio Stagno. “Io non ho mai assunto niente”, risponde Turci, “certo oggi c’è bisogno di un’integrazione vista la quantità di appuntamenti, che aiuta gli sportivi a recuperare”.  

Tutto è cambiato rispetto agli anni Novanta, un esempio è la carriera di Cristiano Ronaldo: “Gli sportivi sono un’azienda, devono rendere il più possibile. Oggi c’è il business, una volta il calcio era molto più sociale”. Oltre ai giocatori sono cambiati i tifosi?, chiede Emanuele Ranucci, ideatore del format: “I diritti televisivi hanno portato migliaia di vantaggi, ma la squadra è diventata più virtuale che reale”. E sulla penalizzazione della Juventus: “La difficoltà sta nel trasformare plusvalenze in pene sportive”. La goal line technology? “Inevitabile l’introduzione, ma siamo all’eccesso”. I giocatori di oggi? Più scarsi, perché “nessuno è determinante”. Il portiere più forte? “Come profilo Donnarumma è unico al mondo”. La promessa? “Marco Carnesecchi”. Infine, il tema sport/istruzione. E una passione: Gabriele D'Annunzio.
 

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