Dopo mesi di balle

Sardine, Stephen Ogongo contro Santori: "Tutto manovrato, prodotto di marketing e fiancheggiatore del Pd"

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Giulio Bucchi

"Le sardine sono manovrate". Ci ha messo un paio di mesi, Stephen Ogongo, ma alla fine l'ha capito anche lui: il movimento di Mattia Santori nato per ostacolare la scalata di Matteo Salvini all'Emilia Romagna si sono rivelate un grande "prodotto di marketing". L'esponente della piazza romana, in rotta con i fondatori bolognesi colpevoli di aver posato con Oliviero Toscani e Luciano Benetton, si riferisce non tanto al "popolo" dei pesciolini, quanto alla sua testa che, come da proverbio, puzza.  Leggi anche: "A cosa serviva quella foto". Paragone, tesi sconcertante su Santori e Benetton "Se per sardine si intende il prodotto di marketing, garante dei salotti e delle élite, allora sì, sono manovrate. Ma se si intende la gente che va in piazza, quella non la manovra nessuno", è la tesi di Ogongo, intervistato dal Corriere della Sera. La scissione dei romani, però, potrebbe farne nascere un'altra. Se nella capitale "saranno un club di amici che si inchinano al capo, fiancheggiando il Pd e, di nascosto, il suo candidato sindaco, andranno avanti senza di me - è la minaccia dell'italo-africano -. Se invece saranno un'organizzazione aperta io ci sarò". "Non tutte le persone che hanno riempito piazza San Giovanni -aggiunge - erano di sinistra. Il mondo visto da Santori è il mondo di Peppone e Don Camillo, buoni contro cattivi e nessuno spazio per superare le divisioni inutili". Quanto alla manifestazione a Roma del prossimo 16 febbraio "ci sarò e spero ci siano più cittadini possibili, perché chi scende in piazza non la pensa come Santori e i suoi. Loro strumentalizzano questa voglia di partecipare, molti lo hanno capito e si sono allontanati. Non me lo auguro, ma questa volta in piazza ci sarà meno gente". Nel video di Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, Bonaccini: "Con Santori ci siamo sentiti per i complimenti"