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Giuseppe Conte spiega il Dpcm al Senato, durissimo attacco di Salvini: "Chi ti scrive i discorsi? Menzogne agli italiani"

“L’evolversi della situazione epidemiologica degli ultimi giorni ha reso necessaria l’adozione urgente di un ulteriore Dpcm, volto a integrare il precedente decreto con ulteriori misure restrittive al fine di contenere quanto più possibile il contagio”. Così Giuseppe Conte ha esordito nell’intervento al Senato, che è sembrato un po’ anacronistico rispetto alla reale situazione epidemiologica del Paese, con metropoli del calibro di Milano, Napoli e Roma che non riescono più a tenere sotto controllo il coronavirus e temono un collasso a livello ospedaliero.

Il premier ha però escluso ulteriori restrizioni, se non quelle che le Regioni hanno diritto a prendere in base alle situazioni locali, e anzi ha mandato messaggi positivi che fanno a pugni con l’ultimo bollettino da oltre 15mila positivi e 127 morti: “La strategia per contrastare la seconda ondata non può essere la stessa della primavera. L’Italia oggi è in una situazione diversa da marzo, allora non avevamo gli strumenti diagnostici, oggi invece siamo più pronti grazie al lavoro e al sacrificio di tutti”. Poi è arrivata l’ennesima “forte raccomandazione” di un premier che ormai ha paura di prendere decisioni impopolari, combattuto tra il tutelare la salute pubblica e l’economia: “Bisogna evitare le feste private in casa e astenersi dal ricevere più di sei persone non conviventi. Dobbiamo sforzarci tutti a limitare il contagio, limitando gli spostamenti non necessari: se faremo questi sacrifici eviteremo interventi più gravosi. Sono fiducioso che avremo la serietà e l’impegno necessari per superare questo momento”. 

Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Al termine dell'informativa di Conte, i giornalisti hanno intercettato Matteo Salvini all'esterno del Senato per un commento a caldo: "Se mi è piaciuto il suo discorso? Mi è sembrato lontano dalla realtà. Dire che tutti gli studenti hanno ogni giorno una mascherina gratuita significa non conoscere la scuola italiana. Parlare dei miliardi dati al trasporto pubblico significa mentire visto che chiunque prenda un autobus o una metropolitana sa bene in che condizioni è costretto a viaggiare. Mi domando - ha chiosato il segretario della Lega con una certa vena polemica - chi scrive i discorsi al premier". 

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