La contropartita

Luigi Di Maio, altro che migranti: il ricatto grillino a Matteo Salvini, cosa interessa davvero al M5s

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Giulio Bucchi

Una decina di migranti in cambio di 35 parlamentari. A Luigi Di Maio lo scambio conviene eccome: la posizione sulla Sea Watch, con l'apertura all'accoglienza in Italia delle donne e bambini presenti tra i 49 africani imbarcati sulla nave Ong bloccata nelle acque di Malta da 16 giorni, nasconde una complessa partita politica tutta interna ai 5 Stelle. Leggi anche: "Perché Salvini ha calato le brache davanti a Di Maio". Feltri, il retroscena I 35 parlamentari in questione sono i deputati vicini al presidente della Camera Roberto Fico, "ortodossi" ma non ancora "dissidenti", che però stanno sempre più soffrendo l'alleanza con Matteo Salvini. Sui migranti hanno ottenuto un antipasto, ma secondo Repubblica "si preparano a uno scontro ancora più traumatico - e pubblico - per modificare la legge sulla legittima difesa". Sarebbe un nuovo, durissimo colpo all'alleanza con la Lega e alla pazienza del suo leader Salvini. Repubblica riferisce anche di un "messaggio informale" fatto recapitare a Di Maio dai fichiani: "Così com'è non è accettabile, basta con lo strapotere di Salvini". Il balletto di dichiarazione del 6 gennaio tra il leader grillino e quello leghista conferma come al di là delle rassicurazioni sulla solidità della maggioranza, la situazione sia sempre più tesa. E "l'abbiamo già dato" ripetuto allo sfinimento da Salvini a proposito dell'accoglienza dei migranti sta diventando pericolosamente lo slogan degli ortodossi a 5 Stelle.