I soliti compagni

Luca Morisi, Vittorio Feltri: se la sinistra è omofoba contro la Lega. Ci prendono per scemi?

Vittorio Feltri

Già ieri Libero ha mobilitato un suo bravo giornalista, Gianluca Veneziani, per commentare la vicenda di Morisi, il quale avrebbe fatto uso di una droga per intrattenersi sessualmente con alcuni romeni omosessuali abituati a farsi pagare per accoppiarsi. L’argomento potrebbe considerarsi esaurito, ma io vorrei aggiungere un piccolo ragionamento per completare il discorso. La sinistra ora si straccia le vesti perché un collaboratore della Lega è gay e quindi anche Salvini nel suo partito ha una macchia indelebile. Ciò è semplicemente assurdo. L'omofobia non è una caratteristica del Carroccio, che in passato si è limitato a criticare la legge Zan considerandola giustamente inutile se non addirittura dannosa, tuttavia il partito non si è mai sognato di esprimersi contro la sessualità diversa da quella considerata regolare, cioè conforme alle abitudini più diffuse.

 

Quindi non si capisce per quali motivi il capitano debba essere criticato dai progressisti, notoriamente amici degli invertiti, se il capo della formazione di Alberto da Giussano ha un amico a cui piacciono maggiormente i ragazzi che non le ragazze. È un controsenso. Il fatto poi che Morisi avesse confidenza con gli stupefacenti mi sembra del tutto irrilevante, poiché ciò costituisce un fatto completamente privato. Consumare cocaina non è reato, mentre venderla ad altri è tutt'altra storia. Questo è il punto. Toccherà agli inquirenti scoprire cosa in realtà sia successo in casa del guru telematico.

 

Quello che ritengo sia assurdo è coinvolgere Salvini in una vicenda che lo vede estraneo. Se Morisi si drogava e si intratteneva a letto con dei romeni il nostro Matteo che c'entra? Mi rendo conto che siamo alla vigilia delle elezioni amministrative e che tutto è buono per danneggiare Alberto da Giussano, ma noi non siamo tanto scemi da abboccare: queste sono operazioni squallide, indegne di andare in porto. Dopo di che sarà la giustizia ad accertare eventuali accadimenti suscettibili di essere esaminati in tribunale. Per adesso il problema è semplice: se uno si fa di cocaina sono rigorosamente affari suoi, non di Salvini o di altri. Tutto il resto è fuffa e non deve incidere, anche se inciderà, sul voto di domenica e lunedì prossimo. Una scorrettezza in atto come quella in corso non ha nulla a che vedere con la politica.