Il peso delle parole

Enrico Letta smascherato da Sallusti: "Ho paura", chi è davvero l'uomo dell'odio

Alessandro Sallusti

Le parole di odio sono figlie dell'ignoranza, come negare la realtà è figlio del pregiudizio e della partigianeria. Il combinato disposto delle due cose si chiama propaganda, cioè si rimuove la verità e si entra in un circolo vizioso di autosuggestione che ti porta a credere nelle falsità che dici e non c'è verso di farti ragionare. Ecco, al netto del fatto che siamo in campagna elettorale, Enrico Letta, ma anche Calenda e soci, ma anche i loro giornali di riferimento tipo La Repubblica e La Stampa, sono entrati in un ossessivo "stato di negazione" che tra l'altro è il titolo di un libro in cui un sociologo ebreo della London School of Economics, Stanley Cohen, ben analizza e spiega questa sindrome.

 

 

Oggi come oggi Enrico Letta è come un no vax radicale, Calenda come un terrapiattista, Fratoianni un negazionista dei crimini nazisti: così come c'è chi sostiene che i vaccini sono un veleno che ci iniettano per controllarci e che l'uomo non è mai stato sulla Luna, loro sostengono convintamente che la Meloni è fascista, Salvini un razzista, Berlusconi uno pericoloso e che se governerà il Centrodestra l'Italia morirà, il mondo intero non lo vuole. Di tutto questo non c'è traccia nel mondo reale, ma loro niente, avanti come un treno perché è la ripetizione che rende vera una menzogna. Si chiama "sindrome della minoranza rancorosa per non essere maggioranza": l'avversario non è uno da battere bensì un nemico che va delegittimato, offeso, insultato, ridicolizzato e se serve minacciato.

 

 

Enrico Letta è uno di quegli squadristi che lui dice di voler combattere, che invece del manganello usi le parole poco cambia. Anzi, da sempre sono le parole ad aver armato le mani dei violenti. Se fosse vero che Meloni, Salvini e Berlusconi fossero un pericolo per la democrazia beh, abbatterli anche fisicamente non sarebbe poi una cattiva soluzione, direi che sarebbe una necessità inderogabile. Così una mano fascista ha ucciso Matteotti, così una mano comunista ha ucciso il commissario Calabresi, così hanno ucciso Falcone e Borsellino delegittimati dai loro colleghi. Le parole, egregio segretario Enrico Letta, hanno un peso enorme nella società e lei le sta usando per montare l'odio contro persone fisiche. Per questo tolgo "l'egregio" e le dico: la sua violenza mi fa davvero paura, mai potrei fidarmi di un finto come lei.