"Buono sciopero studentesco a tutte. E un messaggio forte e chiaro al mondo degli adulti: diamo valore allo spirito critico e al dissenso. Sosteniamo chi protesta, chi rivendica migliori condizioni per sé e per tutti, chi si ribella. Hanno ragione loro! Con l’auspicio di ritrovarci presto in piazza, a lottare insieme, fianco a fianco!". Ilaria Salis senza vergogna. L'eurodeputata di Avs, dopo aver sostenuto le proteste in Francia con tutto il caos nel Paese di Macron, ora strizza l'occhio ai manifestanti d'Italia. Con un post su X ha incoraggiato le proteste, ricevendo però una valanga di critiche dagli utenti: "Vedo come sono interessati alle ristrutturazioni delle scuole, distruggendole, questi sono vandali e non sanno nemmeno cosa vuol dire stare al mondo", "Di lavorare o studiare non se ne parla, meglio devastare le città giusto? Che Lei sia stata un’insegnante è terrificante", "I vandalismi meritano giustamente il suo sostegno ? Chiedo per mio cugino il vetraio di zona", "l problema è che, a suon di scioperi, crescono come lei". In effetti, il quadro nelle varie città d'Italia è già allarmante. Dopo il caos dei giorni scorsi, eccoci di fronte a una nuova giornata di proteste e scontri.
Torino
Sono oltre 2.500 gli studenti che partecipano al corteo partito da piazza XVIII Dicembre, nel centro di Torino, e diretto lungo via Cernaia. Alla partenza della manifestazione sono stati posizionati a terra fogli con le immagini della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dei ministri della Difesa e dell'Istruzione, Guido Crosetto e Giuseppe Valditara, e della segretaria del Pd Elly Schlein, con i volti imbrattati di rosso. Accanto alle immagini anche la scritta "Leonardo", anch'essa imbrattata di rosso. In testa al corteo sono presenti anche alcuni manifestanti con il volto coperto, nonostante il divieto previsto dall'ordinanza della prefettura.
Milano
Sono alcune migliaia gli studenti che stanno percorrendo le vie del centro di Milano per il corteo "Nessuno è straniero" che unisce varie istanze del mondo studentesco: dalla contrarietà ai provvedimenti del Governo Meloni in tema di riforma scolastica al caro affitto, al ripudio del riarmo. Il lungo serpentone è partito da largo Cairoli, è appena passato per piazza della Scala per arrivare in zona Porta Romana, finora senza alcun momento di tensione.
Roma
Gli studenti in corteo a Roma hanno raggiunto il ministero dell'Istruzione in viale Trastevere e hanno poi lanciato petardi contro l'edificio. Urlano "noi da qui non ce ne andiamo" e "Valditara esci dal palazzo". Poliziotti e carabinieri sono schierati in tenuta antisommossa all'ingresso del ministero. Nel frattempo gli studenti cantano "vogliamo più aule non più bombe".
Cagliari
Anche Cagliari scende in piazza, come in tutta Italia, per il "No Meloni Day". Circa 600 studenti si sono radunati questa mattina in piazza Garibaldi e stanno attraversando in corteo il centro del capoluogo per raggiungere il palazzo del Consiglio regionale, in via Roma. Lo slogan della mobilitazione è "Soldi alla scuola, non alla guerra". Ad aprire la sfilata un'enorme bandiera dei Quattro Mori. Le proteste, convocate oggi in tutta la Penisola, si inseriscono sull'onda di quanto sta accadendo in Francia e in Spagna e puntano il dito contro il carovita, la cosiddetta "scuola caserma", ovvero il tetto agli studenti stranieri, e il degrado delle strutture scolastiche. "Il governo vorrebbe farci credere che il problema delle nostre scuole siano gli studenti stranieri, ma intanto mancano i docenti e gli edifici scolastici sono fatiscenti", affermano gli organizzatori. Una breve sosta in piazza Costituzione, dove qualcuno ha sparato dei petardi, ma sono stati gli stessi studenti e organizzatori a prendere le distanze e a provare ad allontanare chi "vuole disturbare una manifestazione che è pacifica". Il corteo è accompagnato da musica e slogan, tra cui "Di scuola e di lavoro non si può morire" e ancora "Se non cambierà lotta dura sarà". Numerosi gli striscioni, tra i quali "Finanziate le scuole non le guerre" e "La scuola non si tocca, la difenderemo con la lotta". Non mancano alcuni slogan coloriti rivolti in particolare alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara.
Venezia e Treviso
Anche in Veneto da stamane sono in corso cortei degli studenti organizzati a Padova, Vicenza, Venezia e Treviso. Proprio a Treviso alcuni studenti del Liceo Canova che volevano unirsi al corteo sono usciti dalle finestre e hanno scavalcato i cancelli della scuola, aiutati da una parte dei manifestanti, sostenendo che l'istituto aveva chiuso a chiave le uscite per impedire loro di unirsi alla protesta. A Venezia il corteo studentesco ha raggiunto e bloccato la sede dell'Ufficio Scolastico Regionale. A Verona di prima mattina sono stati incendiati cinque cassonetti nei pressi della scuola Giorgi causando alcuni danneggiamenti. L'episodio, per il quale la questura veronese ha già fermato dieci studenti, non sarebbe però direttamente collegato alle manifestazioni studentesche odierne, ma alla decisione del preside di annullare la ricreazione dopo che nella scuola sono avvenute delle risse. In vista della manifestazione di oggi ieri la Digos di Padova ha fermato 14 studenti minorenni, denunciandone 8 per istigazione a delinquere: stavano organizzando disordini approfittando del corteo.
Genova
Al grido di "il maresciallo Tito ce l'ha insegnato, uccidere il fascista non è reato" un gruppo di studenti partecipanti allo sciopero nazionale della scuola promosso dal movimento di Opposizione studentesca di alternativa (Osa) a Genova ha messo due sagome del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara a testa in giù vicino ai bidoni della spazzatura lanciandogli contro delle uova. L'episodio, in ricordo di quanto accaduto a Benito Mussolini il 29 aprile 1945 a Milano a piazzale Loreto, è avvenuto in via dei Santi Giacomo Filippo vicino alle sedi della Prefettura di Genova, della Città metropolitana di Genova e dell'Ufficio scolastico regionale. Lo sciopero dal titolo 'No Meloni Day' è stato indetto contro il decreto Valditara, il carovita, il carobenzina, la riforma degli istituti tecnici e professionali, per chiedere di finanziare la scuola pubblica non la guerra. Centinaia i manifestanti in piazza con bandiere e striscioni. Davanti alla sede di Confindustria Genova è stato bruciato un carro armato di cartone. Al momento non vengono registrate particolari tensioni se non disagi per il traffico in centro città




