A seguito delle conclusioni fornite dai medici questa mattina, Papa Leone XIV sarà dimesso oggi dal Policlinico Gemelli, dove era ricoverato per l’intervento al polmone destro. Lascerà l’ospedale nel primo pomeriggio e farà rientro in Vaticano. Domani reciterà la preghiera dell’Angelus dalla finestra dell’appartamento pontificio. Lo comunica la sala stampa vaticana.
Per il Pontefice, inoltre, non sarebbero previsti presidi sanitari, una volta rientrato in Vaticano. Lo affermano fonti vaticane che precisano che i "medici non hanno parlato" di questo e che si evince dalla comunicazione ufficiale. Nella nota, i medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora, hanno affermato che "in considerazione degli esami del sangue, del controllo radiologico del torace eseguiti questa mattina e valutato il quadro clinico il Santo Padre è stato giudicato idoneo alla dimissione".
Un recupero lampo, quello di Papa Prevost, che già nelle scorse ore era tornato a una occupazione piena, pur limitato dalla degenza. Dopo aver concelebrato una messa in ospedale, il Santo Padre ha addirittura telefonato al presidente russo Vladimir Putin per un lungo confronto sul tema della guerra in Ucraina.
Notizie confortanti che sollevano anche ulteriori dubbi sull'uscita di pochi giorni fa di monsignor Pietro Parolin, decisamente improvvida. Il cardinale, segretario di Stato vaticano, anche a fronte dei primi bollettini cautamente positivi dei medici inseguito all'intervento per rimuovere il tumore si era detto preoccupato per la salute di Leone e aveva apertamente parlato della possibilità di dover "rimodulare il pontificato". Quando l'ha detto, era già intervenuto Parolin a sua parziale discolpa, intendeva dire esclusivamente per i viaggi: "Per esempio, almeno rispetto a questo prossimo viaggio".




