Nessuno, ancora una volta, se lo aspettava. Papa Leone ha lasciato il Policlinico Gemelli, dove era stato ricoverato martedì scorso, per fare ritorno in Vaticano. Si pensava ad una degenza di almeno una settimana, invece nel primo pomeriggio di ieri si diffonde la notizia. Il Papa viene dimesso, forse tra poche ore. Poi il Pontefice in persona appare nell’atrio del policlinico e una folla di fedeli, e di reporter provenienti da tutto il mondo, radunata sia all’interno che all’esterno della struttura ospedaliera, lo accoglie tra calorosi applausi.
Leone cammina sorridente e saluta personalmente alcuni malati. Si avvia verso l’auto che lo riaccompagnerà in Vaticano, ma prima si ferma ancora una volta, davanti ad una ragazzina, che gli dona un pupazzo di stoffa che vuole rappresentare proprio lui, papa Leone. Dietro a questo incontro c’è una storia commovente. Quella della tredicenne Varvara, che arriva dalla martoriata Ucraina per curarsi in Italia per un tumore, ora guarita. Il 31 dicembre scorso, in un’udienza in piazza San Pietro, Varvara, prossima alla operazione, aveva già potuto abbracciare il Papa dal quale, raccontava, aveva ricevuto forza e incoraggiamento, come ricorda Vatican news.
«Un sogno realizzato», definirà lei stessa il saluto personale scambiato con il Papa - accompagnata dal responsabile della sezione ucraina di Radio Vaticana padre Taras Kotsur, appartenente all’Ordine basiliano di San Giosafat.
CAPACITÀ DI RIPRESA
Leone XIV ha dimostrato una notevole capacità di ripresa in questi giorni di degenza. È riuscito a camminare, a mangiare già dal primo giorno e a sottoporsi a fisioterapia respiratoria.
Il primo incontro ufficiale del Papa con i fedeli avrà luogo oggi, 18 ottobre, durante la recita dell’Angelus dalla finestra dell’appartamento pontificio. Per quanto riguarda il viaggio in Sudamerica, previsto dal 6 al 17 novembre, resta tutto ancora in programma. Leone, quindi, a una settimana dopo l’annuncio al mondo della scoperta del nodulo al polmone, rivelatosi maligno, reciterà l’Angelus da San Pietro. Prima di lasciare l’ospedale, alle 12, Prevost ha presieduto la messa nella sala del decimo piano del policlinico. A parte l’Angelus di oggi, non ci sono ancora dettagli sui suoi prossimi impegni. «Direi che non ci sono motivi clinici per cui questo viaggio non venga fatto», ha detto il professor Stefano Margaritora, il chirurgo che ha operato il Pontefice, tornando ancora all’importante viaggio in Sudamerica.
Nonostante il decorso postoperatorio positivo, la Santa Sede non ha reso noto se la diagnosi richieda ulteriori trattamenti né quale sia il percorso di controllo oncologico previsto.
IL BOLLETTINO
«In considerazione degli esami del sangue, del controllo radiologico del torace eseguiti questa mattina e valutato il quadro clinico, il Santo Padre è stato giudicato idoneo alla dimissione», si legge nel bollettino firmato dal dottor Luigi Carbone e dal professor Margaritora.
Dopo le dimissioni, intervistato dai media vaticani, il professor Margaritora ha voluto precisato: «Al momento della dimissione dall’ospedale Papa Leone era in condizioni cliniche assolutamente soddisfacenti. I suoi esami del sangue erano assolutamente normali e la funzionalità del cuore era a posto. La riespansione del polmone dopo l’intervento sta seguendo i tempi previsti. Quindi globalmente le sue condizioni sono buone». Con buona pace dei profeti di sventura che ipotizzavano, qualche giorno fa, addirittura un nuovo conclave, o in ogni caso un pontificato “a metà”, depotenziato.




