Libero logo

Contanti, divani, case ristrutturate. Tangenti alla Asl: terremoto a Bari

di Claudia Osmettimartedì 20 ottobre 2026
Contanti, divani, case ristrutturate. Tangenti alla Asl: terremoto a Bari

3' di lettura

«Ma che è, è in pelle umana?». D’altronde quel signor sofà, a listino, un po’ esoso lo è stato per davvero: quasi 40mila euro, probabilmente (stando a una fattura che ha rintracciato la guardia di finanza) è costato 31mila euro più l’Iva, quindi su per giù 37.820 euro. Eppure, nonostante lo sbigottimento degli imprenditori pugliesi che poi han coperto la spesa (quella domanda «ma quanto costa?» è agli atti del secondo filone dell’inchiesta su un giro di tangenti), pare sia andata proprio così.

Mazzette, il grande classico, ma anche ristrutturazioni, arredi e altre e omaggi come la copertura delle spese di feste private (ci arriviamo): nel calderone al vaglio della procura c’è di tutto. C’è, per esempio, l’ex dirigente Nicola Iacobellis (che tra l’altro ha già patteggiato cinque anni di reclusione a seguito dell’arresto del 2024) il quale, agli appaltatori dell’azienda sanitaria barese, avrebbe chiesto di arredare il «settimo piano» (come veniva chiamata casa sua), l’attico sul lungomare Starita intestato a sua moglie. Ma c’è anche (ci siamo arrivati) Gianmichele L’Abbate, un dipendente ora sospeso della Sanitaservice, società integralmente partecipata dalla asl barese nata per internalizzarne i servizi, che non avrebbe sborsato un euro per il pranzo di battesimo della figlia poiché il conto del ristorante lo avrebbe fatto intestare a una società di costruzioni.

Attentato a Ranucci, nell'inchiesta anche i soldi inviati da Lavitola a "Lady Mazzetta"

Nell’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci entrano anche i numerosi invii di denaro che Valter Lavitol...

È il secondo tempo di un faldone in cui le fiamme gialle, di episodi “sospetti”, ne han già contati quattordici, tanto che il procuratore e i pm han chiesto al gip di turno sette misure domiciliari, cinque divieti di esercitare l’attività professionale e un’interdizione dai pubblici uffici. La seconda tranche di questa indagine ha i presupposti di un piccolo terremoto. Un terremoto, a ben vedere, appena iniziato dato che gli interrogatori preventivi sono fissati a brevissimo (per i prossimi 26 e 27 ottobre).

Non a caso le accuse, a vario titolo, che sono state contestate vanno dalla corruzione alla falsità ideologica, dalla ricettazione al subappalto illecito (e al centro hanno gli accertamenti sui lavori compiuti anche nei nuovi ambulatori e nel reparto di Cardiologia dell’ospedale di Monopoli, nel presidio di Putignano e nel poliambulatorio di Palo del Colle). Le indagini svolte avrebbero permesso di ricostruire un sistema consolidato di scambi che si sarebbe protratto nel tempo: è stato lo stesso Iacobellis, in un memoriale redatto dal carcere due anni fa, ad ammettere «di aver ricevuto utilità non in denaro (di natura impiantistica ed edile, di fornitura di alcuni arredi come un divano in tessuto, un tavolo con quattro sedie, una mensola portabito, un mobile a parete, un lampadario) consistenti in lavori di ristrutturazione» per quell’appartamento vista Adriatico.

A regalargli il divano sarebbe stato l’elettricista Nicola Loporcaro, una delle persone per cui la magistratura ora chiede l’arresto e che, nel 2022, aveva ottenuto un appalto per i lavori all’ex nosocomio di Triggiano. Giovanni Crisanti, invece, altro imprenditore che è stato condannato per corruzione), si sarebbe fatto carico del battesimo di L’Abbate tramite la società Bioedili srl di cui era socio e, per gli inquirenti, amministratore di fatto: in un interrogatorio del 2024 aveva chiarito che «là era così, comunque devi dare il regalino, una cosa, se no non ti fanno più lavorare».

La Puglia del Pd, più tasse e meno servizi: il buco della sanità lo pagano i cittadini

La Puglia è una bomba ad orologeria che rischia di esplodere nelle tasche dei contribuenti, un cortocircuito dove...