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Toh, 8 fermati su 10 per la Milano devastata sono piccoli maranza. E c’è una vittima di Crans

di Luca Fazzomartedì 20 ottobre 2026
Toh, 8 fermati su 10 per la Milano devastata sono piccoli maranza. E c’è una vittima di Crans

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Linea dura della Procura della Repubblica: carcere per tutti. Nei confronti degli undici maggiorenni fermati durante la devastazione del centro di Milano avvenuta tra sabato e domenica i pubblici ministeri guidati da Marcello Viola hanno chiesto oltre alla convalida dell’arresto anche il carcere, «apparendo ogni misura cautelare diversa inadeguata» per soggetti che «evidenziano una significativa capacità criminale», avendo «dato prova di assoluta disinvoltura a improvvise azioni distruttive e di rara violenza».

Se la richiesta verrà accolta, sarà una svolta: perché nella storia recente i protagonisti di imprese simili sono stati quasi sempre catturati in flagranza e rimessi in libertà. Davanti alle immagini della distruzione del centro della città ad opera delle bande di giovani e giovanissimi calate dalla periferia e dell’hinterland, anche la Procura ritiene che un trattamento indulgente rischia di essere la premessa migliore perché nei prossimi giorni le strade e le piazze milanesi tornino a venire prese d’assalto. D’altronde agli arrestati della seconda ondata, nella giornata di domenica, la Procura contesta proprio la mancanza di «alcuna remora nell’adoperare violenza, nell’aderire ai disordini di piazza e nel riproporre i medesimi comportamenti avvenuti solo un giorno prima».

LA SVOLTA

Siamo davanti a una svolta, spiegano i responsabili dell’ordine pubblico: entra in scena un soggetto violento con cui non è possibile dialogare, senza rappresentanti, pronto a impadronirsi della piazza come accaduto il 22 settembre rubando la guida ai centri sociali, e come si teme che accada in grande stile in occasione dello sciopero generale del 30 ottobre. Ma da qui ad allora, ogni weekend è allerta massima.

I REATI CONTESTATI

Resistenza aggravata, devastazione e saccheggio: sono questi i reati che vengono contestati agli undici maggiorenni e ai trentadue minorenni. A rendere possibile il carcere per l’accusa di devastazione e saccheggio è anche il pacchetto sicurezza approvato in luglio dal governo, che porta a cinque anni la pena massima. Ma ora la parola passa al giudice Fabrizio Filice, che ieri ha interrogato in carcere i quattro maggiorenni (tre italiani e un tunisino) arrestati durante le violenze di sabato, e oggi sentirà gli altri over 18 bloccati domenica. La partita vera, per capire se si userà davvero una severità maggiore del passato, è però nelle mani della Procura per i minorenni che si occupa dei tanti under 18 fermati dalle forze dell’ordine. Sono arresti «mirati», spiegano gli investigatori, non si è acciuffata gente a casaccio, tanto che delle centinaia di fermi provvisori effettuati nel weekend la stragrande maggioranza si è conclusa col rilascio immediato; l’arresto è scattato solo quando era accertato un ruolo diretto nelle devastazioni e nei furti. Ma a capo della Procura per i minorenni di Milano siede un magistrato democratico, Luca Villa, che in una intervista recente spiegava che «il disagio non si risolve inasprendo la repressione». Solo nelle prossime ore si scoprirà se in questo caso per la Procura per i minorenni un po’ di repressione sia necessaria.

I giovanissimi, d’altronde, sono stati la vera manodopera del weekend di fuoco del capoluogo lombardo (dei 271 portati in questura domenica 220 erano under 18). In mezzo, come dimostrano gli arresti, anche adulti: tra cui un ventenne proveniente dall’hinterland e calato sul Duomo con la maschera di Cristiano Ronaldo è accusato di avere preso a calci e pugni i poliziotti che l’avevano bloccato dopo che aveva lanciato «sulle forze dell’ordine petardi, cassonetti in metallo, sanpietrini, un tavolo di metallo». Risacca sociale, periferie, emarginazione: ma a partecipare alle ore violente di Milano non sono stati solo elementi con l’alibi del disagio. Tra i fermati ci sono anche ragazzi di classi agiate, arrivati in piazza anche loro. E incredibilmente tra i partecipanti ai disordini individuati (ma non arrestati) c’era anche un ragazzo sopravvissuto al rogo della discoteca “Le Constellation” a Crans Montana, lo scorso Capodanno.