Le stoccate lanciate da Elsa Fornero nei confronti di Matteo Salvini sulla gestione del sistema pensionistico nascondono una risentita perversione verso le dinamiche della politica. Chiamata all'epoca come tecnico per firmare una misura impopolare, la professoressa dovrebbe prendersela non con chi fa opposizione politica, ma con chi la usò come capro espiatorio, anziché alimentare un rancore trasformato in personaggio televisivo. L’analisi di Pietro Senaldi.



