Picchiare duro

Sergio Marchionne, il figlio di Susanna Agnelli contro Marco Travaglio: "Tra 20 anni sarai solo un brutto ricordo"

Sulla Rai è uscito un - bellissimo - documentario dedicato alla vita e alla figura di Sergio Marchionne. Un documentario lungo 112 minuti in cui viene raccontata la parabola del manager italo-canadese che aveva risollevato la Fiat, salvo morire per un tumore troppo presto, ad appena 62 anni. Una scomparsa che aveva colpito l'Italia intera e che aveva permesso di comprendere quanta e quale fosse la popolarità di Marchionne.

 

Bene, sul Fatto Quotidiano di Marco Travaglio, il giornale che colleziona bassezze, è uscita una recensione durissima sul documentario, bollato come agiografico, in cui tra le varie si leggono frasi quali la seguente: "Potete cominciare senza problemi dal minuto 61. A meno che non vogliate scoprire chi è più imbattibile (non i suoi collaboratori, perché è umano e comprensibile, ma imprenditori, qualche sindacalista, soprattutto giornalisti) nella gara a lodare, decantare e sbavare per qualcuno che, in quella prima parte del filmato, non ne avrebbe avuto certo bisogno: almeno per quanto riguarda la propria storia e, soprattutto, gli enormi benefici che ha assicurato alla famiglia Agnelli". 

 

E via discorrendo, in una sequela di accuse, in cui si parla di "coro di laudatores", di "agiografia". E l'articolo in questione ha suscitato la dura reazione di Lupo Rattazzi, figlio di Susanna Agnelli, di quella famiglia Agnelli de facto attaccata dal Fatto Quotidiano. Su Twitter, infatti, Rattazzi ha cinguettato: "Ti aspettavo al varco Marco Travaglio. La differenza tra gente come Marchionne e Draghi e te è che a loro verranno dedicati immobili, fabbriche, financo aeroporti, per cui entreranno nella Storia. A te non dedicheranno manco un sanpietrino e fra 20 anni sarai solo un brutto ricordo", ha concluso picchiando duro. Anzi, durissimo.